Il G20 sulle infrastrutture prende esempio da Genova, Bucci: "Non siamo più la città della tragedia" - Genova 24
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Il G20 sulle infrastrutture prende esempio da Genova, Bucci: “Non siamo più la città della tragedia” fotogallery

Ai Magazzini del Cotone focus sulla manutenzione delle opere: "Fondamentale il ruolo degli enti locali"

G20 Infrastrutture

Genova. “Sono contento che Genova sia stata scelta per il G20 perché noi abbiamo dimostrato che da città della tragedia siamo tornati a essere città della ricostruzione. Credo che Genova se lo meriti. Genova ha avuto visibilità a causa della catastrofe dell’agosto del 2018. Ma adesso la situazione è completamente diversa. Il nostro modello sarà discusso qui e sono molto orgoglioso di questo”. Sono le parole del sindaco Marco Bucci mentre ai Magazzini del Cotone si apre la conferenza di alto livello sugli investimenti locali per le infrastrutture coi ministri Giovannini, Franco e Cingolani.

“C’è un disegno globale che ci porterà a essere una grande città di importanza europea. Ci sono due punti chiave – sottolinea Bucci riprendendo il suo intervento in apertura della sessione iniziale – il primo è la manutenzione proattiva, che vuol dire fare manutenzione prima che qualcosa succeda attraverso le infrastrutture digitali, come è stato fatto col ponte San Giorgio, e poi l’attenzione all’ambiente. Dobbiamo far viaggiare persone e dati nel modo più veloce possibile, ma si deve fare rispettando l’ambiente, soprattutto con attenzione alla decarbonizzazione. Dobbiamo lasciare il mondo migliore di come lo abbiamo trovato”.

Genova, dunque, come esempio da seguire per la manutenzione delle infrastrutture: sia perché ha dimostrato al mondo cosa succede quando manca sia perché oggi dispone di un’opera all’avanguardia. Una priorità non solo per l’Italia, come ha sottolineato il ministro dell’Economia Daniele Franco: “Il ruolo preminente delle istituzioni locali già immerso in diverse iniziative e risultati realizzati dal G20 sotto la presidenza italiana, ad esempio la manutenzione e le infrastrutture sostenibili. La manutenzione è una priorità per il 2021. A luglio i governatori hanno supportato il programma di manutenzione riconoscendo l’importanza di finanziamenti, pianificazione e resilienza per tutta la durata degli asset e come questo fosse un’emergenza e una priorità urgente per tutti i Paesi”.

Il focus a Genova è proprio sul ruolo degli enti locali. Il Pnrr, ha ricordato il ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini, è “una grande opportunità per cambiare il modo in cui vengono progettate, attuate e manutenute le infrastrutture nel tempo” ma “c’è bisogno di un maggiore coordinamento tra vari livelli di governo, ed è imperativo non soltanto in senso verticale ma anche orizzontale, anche all’interno delle stesse istituzioni. Ecco perché proponiamo a Regioni e Comuni di utilizzare le medesime categorie del Pnrr per pianificare i loro investimenti che verranno da Fondi nazionali ed europei. Si tratta di una vera e propria rivoluzione culturale, se pensate a com’era l’Italia in passato, perché non riuscivamo a spendere efficacemente i fondi ricevuti”.

“È stata una scelta più che opportuna quella di Genova per questo 2020 – commenta a margine il presidente Giovanni Toti -. Genova è una città simbolica della fragilità delle infrastrutture dell’Italia e del nostro continente e anche delle opportunità che ci sono dietro. La ricostruzione in due anni di un ponte crollato è stato il peggio e il meglio di quello che il mondo delle infrastrutture può dare. Basti pensare al terzo valico, alla grande diga, a tutto quello che è in progettazione e in costruzione: è il benchmark del futuro delle infrastrutture”.

L’altro grande tema è quello dei porti verdi, oggetto di un appello lanciato nelle scorse ore proprio dagli ambientalisti genovesi. Ne ha parlato il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani: “Il concetto è nuovo: riusciamo far sì che un porto sia sostenibile, Soprattutto i grandi porti dove le navi container sono ormeggiate molti giorni? Al momento abbiamo il bando che è appena stato pubblicato per raccogliere spunti e idee per la strategia dei porti verdi. La tecnologia dell’idrogeno non si può fare con la mano sinistra perché bisogna avere stazioni ad elevata pressione, avere stazioni ferroviarie che sono attrezzate per supportare I treni a idrogeno, bisogna cambiare completamente l’infrastruttura”. 

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