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Primo giorno

Green pass a scuola, debutto in chiaroscuro: anche a Genova alcuni insegnanti “respinti”

I sindacati: "Alcuni certificati non riconosciuti, ancora troppi nodi da sciogliere". I presidi: "Pochissimi rifiuti, non fasciamoci la testa"

green pass

Genova. Non è stato esente da problemi l’esordio del green pass obbligatorio per il personale scolastico e universitario a Genova e in Liguria, anche se nel complesso il sistema ha retto e non si temono gravi criticità per l’inizio delle lezioni. Per la prima volta oggi docenti, collaboratori Ata e personale amministrativo hanno dovuto mostrare la certificazione verde per entrare negli istituti. E in qualche caso è capitato che i lavoratori non siano riusciti a prendere servizio, almeno non subito.

Se da un lato molti insegnanti sono rimasti a casa, dato che attività come il collegio docenti si svolgono ancora prevalentemente online, con l’inizio di settembre hanno dovuto presentarsi soprattutto i nuovi immessi in ruolo per le pratiche amministrative, i professori che tengono i corsi di recupero per gli studenti, nonché i collaboratori e il personale delle segreterie. Una platea comunque abbastanza nutrita per un primo test in vista della ripresa vera e propria che avverrà tra due settimane esatte.

“Ci sono stati segnalati parecchi problemi – spiega Fernando Agostino, segretario regionale della Uil Scuola -. C’era chi aveva fatto la prima dose ma non aveva ancora il green pass perché sono passati meno di 15 giorni dalla vaccinazione e quindi ha dovuto pagarsi il tampone. Alcuni si sono vaccinati ma per qualche motivo il loro green pass non viene riconosciuto come valido. E poi c’è il personale che non vuole vaccinarsi e dovrà fare il test a pagamento tre volte alla settimana: questo per loro è un grosso problema. Inoltre va chiarito chi deve controllare: i collaboratori scolastici devono essere delegati dai dirigenti, sempre che vogliano accettare”.

Anche Claudio Croci, segretario ligure della Cgil Scuola, parla di “confusione”, soprattutto per i nuovi assunti che oggi sono andati a prendere servizio. “Il ministero – commenta – ha dato disposizioni molto rigide, non so se c’è stato buon senso. Non si può impedire alla gente di entrare a scuola”. Cosa che invece è avvenuta, a norma di legge. “Ci sono ancora diversi nodi da sciogliere – avverte Monica Capra, segretaria della Cisl Scuola Liguria -. Il ministero ci è andato giù pesante forzando la mano, ma la conferenza nazionale di ieri è stata molto tardiva e non sono state date disposizioni adeguate. In alcuni casi è stato necessario convincere i dipendenti senza green pass a fare un tampone rapido per non respingerli del tutto”.

“Abbiamo avuto mediamente 2-3 casi per scuola, per la maggior parte risolti con un tampone. Solo in poche circostanze c’è stato il rifiuto netto di esibire il green pass, ma non si contano nemmeno sulle dita di una mano – riferisce Angelo Capizzi, riferimento genovese dell’Associazione nazionale presidi -. Uno dei problemi è che alcune farmacie danno il risultato del tampone ma non sono collegate con la Asl, quindi non rilasciano il codice per il green pass”. 

Nel pomeriggio si è tenuto un vertice tra i dirigenti e il direttore dell’Ufficio scolastico regionale Ettore Acerra. La novità è che l’applicazione informatica che permetterà il controllo automatico dei green pass, incrociando i dati della piattaforma Dgc con gli elenchi del personale, sarà pronta entro il 13 settembre in tutta Italia, quindi in tempo per l’inizio delle lezioni in Liguria. E questo dovrebbe scongiurare il caos in concomitanza col ritorno degli studenti tra i banchi. Il controllo andrà eseguito lo stesso quotidianamente, ma i presidi (o i loro delegati) potranno visualizzare direttamente su una tabella chi ha la certificazione e chi no, senza conoscere lo status vaccinale che rimane coperto dalla privacy.

Resta da capire come andranno gestiti i dipendenti più recalcitranti. “Chi rifiuta di esibire il green pass riceverà un avviso – spiega Capizzi -. Se entro 5 giorni non procederà alla regolarizzazione, se ha un contratto a termine decadrà, altrimenti andrà incontro alla sospensione“. E se qualcuno una mattina resta fuori dalla scuola come si procede? “Il Governo dice che in casi eccezionali si può chiamare un supplente già dal primo giorno. Ma se in una scuola ci fossero più docenti in questa condizione sarebbe un problema, anche perché prima che passino i 5 giorni non si può sapere in anticipo quanto dura l’assenza. Ma per ora non fasciamoci la testa: il sistema ha retto, vedremo alla ripresa delle attività in presenza”.

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