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Green pass a scuola, Anief proclama lo sciopero per il 15 settembre: “Sanzioni inaccettabili”

Appuntamento per un "presidio virtuale" su Teams dalle 10 alle 11

No green pass, lavoratori della scuola e della sanità in piazza a Genova

Genova. Sarà uno sciopero particolare quello indetto dal sindacato rappresentativo Anief Liguria previsto per il 15 settembre, primo giorno di scuola.

Tra le motivazioni che hanno portato il sindacato a proclamare lo stop delle lezioni e delle attività didattiche c’è il contestato obbligo di green pass per accedere negli istituti: un obbligo che prevede “inaccettabili sanzioni per il personale che non si adegua e che vede ancora braccio di ferro sui tamponi gratuiti”, scrive l’Anief.

L’appuntamento non sarà in piazza ma online per un presidio virtuale che si terrà sulla piattaforma Teams mercoledì 15 settembre dalle ore 10 alle ore 11: per partecipare bisogna collegarsi al link www.anief.org/as/ABSJ

Il sindacato lamenta anche “l’assenza di provvedimenti tesi ad una significativa riduzione del numero di studenti per classe, necessaria non solo per il contrasto alla pandemia ma anche per garantire una didattica di qualità: in Liguria le classi cosiddette pollaio (oltre le 26 unità), da un ultimo censimento risultano essere 24 nella scuola primaria, 65 al primo grado e ben 253 al secondo grado”.

Inoltre, prosegue Anief, “non c’è traccia della stabilizzazione di tutto il personale precario attraverso il ripristino del doppio canale, anche con il coinvolgimento di tutte le fasce delle GPS, e unico modo per evitare che decine di migliaia di posti vacanti e disponibili rimangano senza titolare e vadano ancora una volta dati a supplenza come è avvenuto ancora quest’anno.

“È stata anche negata la trasformazione dell’organico Covid in organico di diritto, o quanto meno in organico di fatto: in Liguria arriveranno a tal proposito oltre 11 milioni di euro, per il conferimento di ulteriori incarichi aggiuntivi per il solo periodo settembre-dicembre, risorse non sufficienti per prorogare tali contratti fino al termine delle attività didattiche”, prosegue il sindacato che torna a denunciare anche “l’assenza di qualsiasi apertura che eviti il licenziamento dei diplomati magistrale assunti con riserva e che riassegni chi è già stato licenziato alla scuola in cui si era stati immessi in ruolo in precedenza per garantire la continuità didattica, come anche il permanere di un vincolo triennale assoluto alla mobilità del personale docente neo assunto, al quale viene impedito non solo di chiedere il trasferimento ma anche di poter fare domanda di assegnazione provvisoria”.

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