Quantcast
Facciamo i conti

Genova Jeans, i numeri ufficiali del Comune: “45mila persone, un risultato straordinario”

Il bilancio finale: in cinque giorni 13.600 ingressi alle mostre, convegni in sold-out. Bucci: "Meglio delle aspettative". E In consiglio comunale scoppia la bagarre

Genova Jeans apertura

Genova. Dopo settimane di polemiche e l’annullamento improvviso della conferenza stampa di chiusura sono arrivati dal Comune di Genova i numeri ufficiali del bilancio conclusivo di Genova Jeans, evento che si è svolto in città dal 2 al 6 settembre per celebrare il tessuto che lega il suo nome al capoluogo ligure.

“Uno straordinario risultato, che ci ripaga dello sforzo organizzativo e delle polemiche che ci hanno accompagnato fin dall’inizio – sostiene l’assessore alle Politiche culturali Barbara Grosso – Abbiamo lavorato a testa bassa a questo evento che, per cinque giorni, ha collocato la nostra città al centro della scena internazionale, proponendo numerose esperienze immersive tra cui le mostre, in particolare Artejeans allestita al Metelino. Il bilancio di questa prima edizione è dunque più che positivo: da ora si inizia a lavorare per Genova Jeans 2022″.

Secondo quanto riporta il Comune sono stati 13.600 gli ingressi alle mostre, “che si confermano come eventi di grande interesse per un pubblico eterogeneo”. Agli appuntamenti serali hanno partecipato circa 3.500 persone, mentre i convegni sono andati tutti sold out. Attraverso i dati turistici e di presenza ai diversi eventi (mostre, convegni, spettacoli, dimostrazioni) si stima un’affluenza sulle vie del Jeans, nei cinque giorni, di circa 45mila persone.

Il bilancio è estremamente positivo, è andata meglio delle aspettative – commenta il sindaco Bucci -. La conferenza stampa ieri è stata rinviata perché non c’erano i numeri. Sono molto contento, abbiamo avuto una grandissima visibilità anche all’estero e soprattutto c’è un sentimento che ho sentito girando: la gente non si aspetta di vedere tante cose che succedono a Genova. Non penso che i crocieristi lo sapessero. Questa cosa non è fatta per guadagnare soldi o coprire costi coi biglietti, ma per avere una visibilità della nostra città e dei suoi eventi che dà una ricaduta economica di secondo livello su ristoranti, alberghi, attività turistiche e culturali. Se uno viene a vedere Genova Jeans e poi va a vedere i musei e l’Acquario, è quello che vogliamo”.

Occhi già puntati alla prossima edizione, che è confermata: “Per i prossimi eventi dobbiamo fare una comunicazione internazionale molto più aggressiva. Per il primo evento siamo andati coi piedi di piombo. Anche l’Euroflora ci ha messo un po’ di anni a partire, poi è andata benissimo. Mi auguro che sia lo stesso per Genova Jeans. L’importante è che siano eventi ricorrenti, che fanno ritornare a Genova.
Anche se fossero un disastro, lasciano il segno in ogni caso”.

Per il futuro l’obiettivo è trasformare radicalmente via Prè facendone la strada del jeans in maniera permanente: “L’idea di poter fare un caruggio di quelli che vendono jeans, o fanno jeans, diventa molto appetibile – prosegue Bucci -. Non nego che in futuro potremmo fare un bando non solo per nuovi negozi ma anche per artisti a cui diamo un posto gratuitamente perché vengano a fare la loro attività al piano terra, così la gente che cammina li vede. Sarebbe un richiamo incredibile. Sono venute fuori idee molto interessanti”. E poi l’illuminazione: “Commercianti e dei cittadini che vivono in via Prè e in via del Campo sono entusiasti. Ovviamente la manterremo e la implementeremo perché dà molta soddisfazione”.

Oltre a 50 fornitori del territorioGenova Jeans ha coinvolto 76 tra negozi e marchi del settore e ha attirato a Genova 150 ospiti nazionali e internazionali e grandi aziende della moda, nonché 70 artisti. Considerato positivo anche il dato delle presenze alberghiere ed extralberghiere dal 2 al 6 settembre: 10.540 le camere vendute per circa 18.500 persone e 31.863 i posti letto venduti. Sono stati 23 gli animatori che hanno collaborato alla buona riuscita della manifestazione, la quale ha ottenuto un’ottima copertura mediatica, con 266 uscite sulla stampa nazionale ed estera e 3.783.807 persone raggiunte sui social e sul web.

“Sono molto contenta per l’entusiasmo che ho percepito nelle vie del jeans, da parte di visitatori e commercianti e per la visibilità ottenuta nel settore nella moda del jeans, come testimoniano le visite di operatori del settore, italiani ed esteri e delle aziende che si candidano a partecipare il prossimo anno – aggiunge Manuela Arata presidente comitato promotore di GenovaJeans – Ringrazio tutti coloro che hanno collaborato a questo progetto che abbiamo dovuto organizzare in tempi brevissimi, dato che l’emergenza sanitaria non ci ha dato certezze sino a giugno inoltrato”.

Intanto il tema è sfociato in bagarre questo pomeriggio alla ripresa del consiglio comunale dopo la pausa estiva. Il consigliere Stefano Giordano, introducendo l’interrogazione per chiedere “chiarimenti circa la ricompensa attribuita ai volontari addetti all’accoglienza dei visitatori della mostra Genova Jeans”, ha rimarcato l’assenza di dati sulla chiusura della manifestazione. Ripreso dal presidente Bertorello, visto che a suo dire non stava rispettando l’oggetto dell’interrogazione, ha ingaggiato un battibecco in aula.

“I conti della manifestazione, che si preannuncia peraltro come un clamoroso flop, sono esorbitanti: le carte parlano infatti di oltre 1 milione di euro di contributi pubblici di cui 650mila euro del Comune di Genova. A questo si aggiungono le ombre circa la ricompensa attribuita ai volontari addetti all’accoglienza dei visitatori della mostra – commenta poi Giordano -. A ben vedere, un precariato-volontariato di cui avremmo voluto chiedere conto all’amministrazione. L’interrogazione è andata subito di traverso alla maggioranza e dopo pochi minuti, servendosi del presidente del Consiglio, sono stato ripetutamente interrotto e infine mi è stata tolta la parola. Questo copione si ripete ormai da mesi e, a ogni Consiglio, Bertorello & C. se ne inventano una nuova pur di mettere il bavaglio all’opposizione”.

Per il capogruppo Pd in Comune Alessandro Terrile 13.600 visitatori sono “il numero finale e drammatico dei cinque giorni di Genova Jeans. Un numero con ogni probabilità sovrastimato, alla luce dei numerosissimi biglietti omaggio che sono stati emessi in questi giorni. Se stiamo comunque ai numeri ufficiali, per ogni visitatore che ha fatto ingresso alle mostre di Genova Jeans, l’organizzazione ha speso 102,86 euro“.

La stima di Terrile si basa sul budget complessivo di 1.248.897,32 euro indicato nella delibera di giunta regionale n. 696/2021 al quale si aggiungono i 150mila euro per ospitare la mostra Arte Jeans al Metelino stanziati con delibera di giunta comunale n. 177/2021. Una delibera di fatto superata, come aveva detto l’assessore Piciocchi in Consiglio comunale.

“Nel giustificare il budget, durante la commissione consiliare del 27 agosto, la presidente del comitato promotore aveva fatto riferimento al budget di 1,8 milioni di euro della prima edizione del Festival della Scienza nel 2003. Al termine della manifestazione, ci permettiamo di ricordare il numero di visitatori del Festival della Scienza 2003. Fu di 136mila. Dieci volte il numero dei visitatori di Genova Jeans – accusa Terrile -. Attendiamo di visionare le carte richieste formalmente da inizio agosto, e pretendiamo a questo punto che la Giunta riferisca al più presto in commissione per fare chiarezza sul più grande sperpero di denaro pubblico degli ultimi anni nella nostra città”.

“Un milione di euro per 5 giorni, ecco quanto è costato il Genova Jeans, e quale ritorno ha portato alla città?”, si chiede l’europarlamentare ligure Brando Benifei, capogruppo del Pd al Parlamento europeo, che prosegue: “La domanda è retorica perché non è possibile sapere il beneficio che questa spesa mastodontica di fondi pubblici ha portato a Genova, visto che la conferenza stampa che doveva rendicontarne i dati è stata cancellata all’ultimo minuto, senza motivazioni. Che dire, proprio un bell’esempio di trasparenza. Parliamo di soldi dei contribuenti, molti, che si potevano adoperare, ad esempio, per la stabilizzazione dei precari del Teatro Nazionale, per assunzioni al Festival della scienza, o per la ristrutturazione del Museo di Sant’Agostino, come evidenziato dall’ex assessora Elisa Serafini che per prima si era opposta a questa iniziativa. Il sindaco Marco Bucci deve fare chiarezza immediatamente su questa vicenda perché Genova merita di essere amministrata in modo serio e trasparente”.

Più informazioni
leggi anche
Genova Jeans apertura
Ci siamo
Genova Jeans prende il via, archiviate (per ora) le polemiche il centro storico si tinge di “blue”
Generico settembre 2021
Polemiche
Genova Jeans, contestazione di studenti e centri sociali alla cerimonia di apertura
guardia di finanza
Blitz
Genova Jeans nel mirino della Corte dei conti: la guardia di finanza acquisisce documenti sui costi
bucci
Commento
Genova Jeans, Bucci: “Irregolarità? Sarei stato il primo a denunciare, l’ho già fatto tre volte”