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Opere

Genova, il mandala della compassione ancora a rischio distruzione: prosegue la petizione per la salvezza

L'associazione Assodoi sarà presente con la petizione, presso la Biblioteca Universitaria di Via Balbi, 40 a Genova domani, giovedì 2 settembre dalle ore 09.30

mosaico mandala

Genova. Continua la battaglia, portata avanti dall’associazione Assodoi, volta alla divulgazione delle opere di ingegno per salvare il “mandala della compassione”, presente a Genova dal 1993.

Infatti in quell’anno cinque monaci tibetani, con la benedizione del Dalai Lama, furono artefici, a Genova, di una straordinaria performance a Palazzo Ducale, dando vita al “Mandala di Kalachakra” alla cui realizzazione assistettero, nell’arco di un mese, 25 mila persone.

Oggi l’opera rischia la distruzione. Allo stato, infatti, l’immobile dove è “custodito” il “Mandala della Compassione” è stato “aggiudicato” (in una terza “vendita” all’asta). E c’è pochissimo tempo per salvarlo chiedendo alla Soprintendenza di “vincolare” questa “opera d’arte” che nasce dalle “sabbie del Tibet” e, così, tener viva la speranza e la possibilità di poterla ammirare ancora per molto tempo in futuro.

Pertanto l’associazione sarà presente con la “petizione”, presso la Biblioteca Universitaria di Via Balbi, 40 – Genova in occasione della “Conferenza stampa Genova Jeans”, domani, giovedì 2 settembre dalle ore 09:30 in poi oltre che sabato 4 dalle 16:30 in poi.

Il mandala

Mandala è un’antica parola sanscrita che significa cerchio. Il mandala è un simbolo spirituale e rituale che rappresenta l’universo. In Oriente, soprattutto nell’Induismo e nel Buddismo, aiutano a focalizzare l’attenzione e definiscono uno spazio sacro che possa aiutare la meditazione. Nel buddismo tibetano i mandala vengono creati con la sabbia colorata e i monaci tibetana li realizzano seguendo una pratica speciale chiamata dul-tson-kyil-khor, che letteralmente significa “mandala di polvere colorata”.

Prima di lasciare la città i monaci ne realizzarono un secondo, all’interno di un Palazzo dei Rolli, in piazza delle Vigne nr 6.

Il palazzo Agostino Doria fu fatto costruire all’inizio del XVIII secolo da Francesco Lamba Doria. La storia del palazzo è quella di cinque case nobili che fronteggiano la basilica di Santa Maria delle Vigne e sono stati sede della nobile famiglia dei Grillo.

La riconoscenza e l’amore dei monaci, per Genova e per le persone che li avevano ospitati, avevano compiuto un vero e proprio miracolo: quello di ottenere dal Dalai Lama la specialissima dispensa a poter conservare quest’opera preziosa fatta di sabbia colorata, che tradizionalmente viene distrutta una volta realizzata in rappresentazione dell’ “impermanenza” delle cose.