"Fare i soccorritori fa bene ai cittadini e ai soccorritori": l'appello della Croce blu Castelletto in vista del nuovo corso - Genova 24
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“Fare i soccorritori fa bene ai cittadini e ai soccorritori”: l’appello della Croce blu Castelletto in vista del nuovo corso

Emergenza ma anche assistenza, trasporto e tanti progetti per la comunità

Croce blu castelletto

Genova. “L’atto eroico non è solo quello di sfrecciare con la sirena accesa per soccorrere magari il ferito in un incidente stradale ma è quello di svegliarsi alle 5 del mattino e accompagnare l’85enne solo all’ospedale e riportarlo a casa”. Guido Bragoni, vicepresidente della Croce blu Castelletto e soccorritore volontario va immediatamente al nocciolo della questione.

Se il servizio di emergenza è fondamentale per salvare delle vite, tra i compiti di una pubblica assistenza c’è appunto quello di ‘assistere’ la cittadinanza e soprattutto le persone più fragili: c’è il servizio di supporto sanitario negli eventi cittadini, il trasporto delle persone non deambulanti che devono recarsi in ospedale, ci sono i dializzati e i disabili. “Un volontario non è solo chi sale in ambulanza ma chi ci dà una mano in modi diversi: abbiamo un socio che ormai non ha più l’età per salire in ambulanza e allora ci aiuta con l’amministrazione, altri che oggi per esempio ci danno una mano ad accogliere le persone che vengono a vaccinarsi perché siamo anche punto vaccinale”. Poi ci sono i progetti, dal corso di disostruzione all’installazione di defibrillatori nel quartiere e alle tante iniziative stoppate dalla pandemia.

A fine settembre la Croce blu Castelletto, che quest’anno compie 31 anni, ha organizzato il nuovo corso per soccorritori volontari: “Il corso è gratuito, è composto da dieci lezioni e al termine occorre sostenere un esame teorico e pratico. A quel punto comincia la formazione vera e propria- dice Bragoni -che è quella sul campo, dove i nuovi soccorritori saranno affiancati da un tutor che li accompagnerà nel percorso”.

Una sessantina di volontari, 13 dipendenti, 4 ambulanze, 7 mezzi per il trasporto pazienti e due sedi, quella amministrativa in Corso Carbonara (che oggi è anche punto vaccinale in collaborazione con le farmacie) e quella operativa a Villa Gruber: questi alcuni numeri della pubblica assistenza che gestisce anche la palestra di via Bari tramite l’Asd Blu Genova Social Sporting.

Il covid ha cambiato moltissimo il lavoro del soccorritore, da un lato con rigide prescrizioni operative per i casi di covid conclamato o sospetto (dalla vestizione completa alla sanificazione dei mezzi), dall’altro creando un distacco fisico e visivo che probabilmente è stato per pazienti e soccorritori l’elemento più devastante di questa pandemia: “E’ un po’ un luogo comune parlare del covid come della malattia della solitudine – dice Bragoni – ma effettivamente si tratta di questo. Quei gesti che prima erano una parte del nostro lavoro, il tocco leggero su una spalla per confortare il paziente o il parente, quel sorriso per cercare di rassicurare le persone sono stati cancellati dalle barriere fisiche, che in alcuni casi trasformano il soccorritore in una figura completamente anonima, e un po’ anche dalla paura”.

Una paura che un soccorritore anche nel periodo peggiore della pandemia, non si è mai potuto permettere: “Paura in senso stretto diciamo che non ne ho avuto – racconta Valentino Riva che oggi è un dipendente della Croce blu – perché sapevo che non potevamo piegarci ma è vero che ho sviluppato nel tempo una serie di manie tipo quella di lavarmi le mani di continuo e ancora oggi, prima di entrare in casa, mi cambio completamente in una zona filtro”.

Riva ha fatto il servizio civile alla Croce blu come alternativa alla Leva obbligatoria, poi è rimasto come volontario e oggi è uno degli 13 dipendenti della Croce. “I dipendenti sono figure fondamentali quanto quelle dei volontari – ricorda Bragoni – perché al di là del tempo libero dedicato da chi magari è però uno studente o ha un altro lavoro dobbiamo garantire la continuità del servizio. E le due figure per statuto non si possono mai sovrapporre”.

croce blu castelletto, corso

A pochi giorni dal nuovo corso di formazione, che partirà il 27 settembre, Bragoni che è anche consigliere regionale Anpas e membro della direzione regionale oltre ad essere il responsabile della formazione della Croce Blu di Castelletto lancia anche un appello: “Venite a fare i volontari, perché fa bene ai cittadini e fa bene anche ai volontari”. Per iscriversi al corso occorre avere 18 anni e versa la quota d’iscrizione alla Croce Blu di Castelletto. Tutte le informazioni sul sito della pubblica assistenza.