Ex Ilva, niente accordo sulla cassa. E sul green pass: “L’azienda paghi i tamponi” - Genova 24
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Ex Ilva, niente accordo sulla cassa. E sul green pass: “L’azienda paghi i tamponi”

Nessun accordo sulla 'cigo' per crisi di mercato. E sul green pass i sindacati stimano che il 15 ottobre saranno una quarantina i lavoratori sprovvisti: "Non dovranno essere loro a pagare i tamponi"

Ex Ilva, secondo giorno di sciopero e blocco della Guido Rossa

Genova. Fumata nera nell’incontro che si è tenuto stamani tra azienda e sindacati sulla procedura di avvio di cassa integrazione ordinaria per i lavoratori ex Ilva dello stabilimento di Cornigliano per 4 settimane.

Lo rende noto l’rsu in una nota: “La procedura del rinnovo della cigo per il sito genovese si è conclusa negativamente – dice la nota dell’rsu – non crediamo ci siano le condizioni per avvallare una logica che abbiamo respinto nelle settimane scorse, in quanto ritenuta illegittima. Il mercato siderurgico conosce ritmi eccezionali mentre gli investimenti nel sito genovese sono inesistenti”.

“E’ evidente che se dopo le proteste di quest’estate che hanno portato a trasformare in cassa Covid la prima richiesta di Cigo per crisi di mercato, che noi ritenevamo illegittima, ora non è che la situazione ora sia cambiata – dice il coordinatore dell’rsu Armando Palombo – Non c’è nessuna crisi di mercato e noi non avvalliamo certo una richiesta di cui altri devono assumersi la responsabilità, vale a dire il Governo”.

Alta tensione anche sul green pass: stamani l’azienda ha fatto sapere ai sindacati che chiederà a ciascun lavoratore tramite il portale aziendale il possesso del green pass. L’rsu ricorda che “la risposta da parte del lavoratore non è obbligatoria”.

I sindacati calcolano che nello stabilimento di Cornigliano la percentuale di non vaccinati sia intorno al 7-8%: “Sappiamo anche che circa la metà di questi lavoratori sta prenotando il vaccino in questi giorni – spiega ancora Palombo – personalmente credo nella scienza e nel vaccino a cui purtroppo può accedere nel mondo solo la minoranza che vive nei Paesi ricchi ma è chiaro che se il Governo consente per legge che le persone scelgano se vaccinarsi o meno, è chiaro che i tamponi de lavoratori che non vogliono vaccinarsi non possono essere a carico dei lavoratori stessi”.

Al momento comunque a Genova non è prevista nessuna protesta. Sindacati e azienda si rivedranno nei prossimi giorni per definire le modalità di accesso a partire dal 15 ottobre, con l’entrata in vigore dell’obbligatorietà del greenpass.

Per l’ex Ilva, oggi Acciaierie d’Italia sono giorni di attesa che potrebbero essere decisivi: domani alle 18 i sindacati nazionali (con una delegazione delle segreterie locali) incontreranno l’ad Lucia Morselli: al centro dell’incontro il piano industriale per gli stabilimenti ex Ilva. Mercoledì 29 invece Fiom, Fim e Uilm hanno convocato il coordinamento unitario, sempre a Roma, per definire una strategia comune in vista dei prossimo confronti con l’azienda.

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