Detenuto del carcere di Marassi evade durante un trasporto in ospedale - Genova 24
Fuggito

Detenuto del carcere di Marassi evade durante un trasporto in ospedale

E' accaduto questa mattina. L'uomo è stato riacciuffato dopo poche ore nel centro storico

Carcere Marassi

Aggiornamento ore 12.20. L’uomo è stato rintracciato dalla polizia penitenziaria nel giro di poche ore e riportato in carcere. E’ stato trovato mentre si aggirava nella zona di via Gramsci, nel centro storico. A fermarlo gli stessi agenti dai quali era riuscito a fuggire.

Genova. Un detenuto 22enne è scappato questa mattina mentre veniva scortato dalla polizia dal carcere di Marassi all’ospedale San Martino. Il giovane, marocchino, in prigione per reati di furto e rapina e ancora in attesa di una sentenza definitiva è riuscito a forzare la sorveglianza degli agenti e a far perdere le proprie tracce.

La notizia è diffusa dal sindaco di polizia penitenziaria Uilpa: “Non abbiamo fatto in tempo a commentare l’evasione di ieri sera di un detenuto dal policlinico di Bari, che apprendiamo di un’altra, l’ennesima, evasione, peraltro fotocopia di quella di Bari, avvenuta a Genova circa un’ora fa”.

Lo dichiara Gennarino De Fazio, segretario generale del sindacato, che aggiunge: “Rischiamo di essere ripetitivi ma evidentemente la causa di ciò è tutta da imputarsi all’inerzia del governo e del ministero della Giustizia che continuano a consentire che questi episodi si verifichino in serie”.

“Visto che la ministra Cartabia, citando Calamandrei, ama dire che per conoscere il carcere bisogna aver visto – continua De Fazio – ci chiediamo cosa si debba ancora vedere e perpetrare sotto i nostri occhi prima che il governo tutto si desti dal torpore in cui sembra esser caduto, per ciò che concerne le politiche penitenziarie. Alla ministra, peraltro, ci permettiamo di segnalare che per conoscere il carcere bisogna aver visto, ma non le tavole imbandite o i teatrini allestiti in occasione delle visite istituzionali, bensì la quotidianità vissuta dalla polizia penitenziaria e fatta di traffici, soprusi e violenze fra detenuti e di aggressioni da questi agli operatori”.

“E’ palese che il sistema abbia fallito – conclude –, ma ciò che sembra più paradossale è che non vi sia una presa d’atto da parte del governo con la messa in campo di immediati e tangibili provvedimenti, anzi, quelli che arrivano dal ministero della Giustizia vanno nella direzione opposta a quella auspicata e finiscono per allargare le maglie del sistema. Il ministero della Giustizia e il governo diano un segnale inequivocabile – avverte il segretario della Uilpa – o sarà inevitabilmente mobilitazione”.

La vicenda fa indignare anche la consigliera comunale della Lega Francesca Corso: “L’evasione di un detenuto durante un controllo in ospedale è un fatto grave. Servono provvedimenti urgenti da parte di Governo e Ministero della Giustizia perché eventi come questo non si verifichino più. Solidarietà agli agenti di polizia penitenziaria abbandonati nella gestione di carceri sovraffollate e nei loro compiti ordinari e straordinari come in questo caso”.

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