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Corso Europa, pugno duro contro gli eccessi di velocità: in arrivo 2 tutor e 3 telelaser

Dopo la raffica di incidenti ecco il maxi progetto: mantenere gli impianti costerà quasi 200mila euro all'anno

incidente corso europa

Genova. Un sistema di rilevamento della velocità media tipo tutor, come quello attivo sulla Sopraelevata e sulla strada Guido Rossa, ma anche tre batterie di telecamere per leggere la velocità istantanea come un autovelox e pizzicare in flagrante chi supera il limite. Prende forma il progetto del Comune di Genova per scoraggiare e multare gli spericolati alla guida in corso Europa, arteria di scorrimento del Levante che più di una volta è diventata teatro di incidenti stradali anche mortali.

La tragedia più recente è quella avvenuta nella notte tra l’11 e il 12 gennaio 2020: un’Alfa Romeo con tre persone a bordo, mentre viaggia in direzione Ponente, perde il controllo poco dopo via Timavo, impatta sulla cuspide della fermata del bus a centro strada e prende fuoco: l’imprenditore genovese Guido Grassi e il giovane cameriere Bruno Lauria, di origine siciliana, muoiono carbonizzati. L’alta velocità è ritenuta la causa principale dell’incidente. Una lunga sequenza di sinistri che continua fino allo scorso 24 agosto quando, all’altezza di via Shelley, un’altra auto si ribalta e per fortuna nessuno si fa male.

Ed è per questo che il Comune, considerando l’elevato tasso di incidentalità dell’arteria e le sue caratteristiche strutturali, ha chiesto alla Prefettura il via libera per l’installazione di apparecchiature per rilevare gli eccessi di velocità e sanzionare direttamente i responsabili senza che sia necessario fermare i veicoli. Via libera che è arrivato il 23 giugno “per tutta l’estensione” di corso Europa, escluse le corsie di accelerazione e decelerazione.

Pochi giorni fa, il 26 agosto, il comandante della polizia locale Gianluca Giurato ha firmato la determina dirigenziale che affida direttamente a Genova Parcheggi, società in house del Comune, il service per installare, gestire e curare la manutenzione dei sistemi tecnologici necessari. Per ora l’accordo copre solo gli ultimi due mesi dell’anno (dal 1° novembre al 31 dicembre) e comporterà per Palazzo Tursi un impegno di oltre 57mila euro (Iva compresa) per la messa in funzione degli apparecchi. Ma a pieno regime le spese potranno salire fino quasi a 200mila euro all’anno.

Il progetto, con tanto di preventivi dettagliati, era stato inviato da Genova Parcheggi all’inizio di agosto. Il piatto forte è il sistema di rilevamento della velocità media che andrebbe realizzato su due tratti di corso Europa, in entrambe le direzioni di marcia, per un totale di 4 postazioni. Perché possa funzionare in automatico senza la presenza di pattuglie sul posto – come accade già oggi sulla Aldo Moro e sulla strada a mare – bisognerà individuare due tronconi lunghi almeno 500 metri, senza intersezioni né semafori. Compito non facile, viste le caratteristiche della strada che è sì di scorrimento, ma comunque piuttosto intrecciata con la viabilità di quartiere. Da quanto si apprende, comunque, i due tratti sarebbero già stati individuati nella parte più a Levante, quella che lambisce gli abitati di Quarto e Quinto.

Meno complicato sarà il funzionamento degli impianti per rilevare la velocità istantanea, in pratica una serie di dispositivi laser con telecamere poste sopra la sede stradale in grado di leggere sia la velocità sia altre infrazioni legate al numero di targa, come la mancata copertura assicurativa. Il primo è previsto all’altezza del cavalcavia di via Carrara in entrambi i sensi di marcia per un totale di sei corsie, un altro sarà all’incrocio con via Isonzo e via Timavo solo in direzione Levante (due corsie), infine un altro punto di controllo bidirezionale (quattro corsie totali) all’altezza di via Tagliamento. I checkpoint attivi sull’intera carreggiata saranno in realtà doppi, uno per ogni senso di marcia. In tutti i casi saranno escluse le corsie dei bus.

Un giro di vite in nome della sicurezza che comunque non sarebbe a costo zero per l’amministrazione comunale. Il sistema tipo Tutor comporterebbe un canone annuo di oltre 75mila euro, mentre i telelaser costerebbero 48mila euro all’anno quello sotto via Carrara, 19mila euro all’anno quello all’incrocio via Isonzo-via Timavo, mentre per il terzo impianto il canone di 38mila euro si inizierebbe a versare nel 2024 visto che i dispositivi sono già nella disponibilità di Genova Parcheggi. Tutte cifre (al netto dell’Iva) che comprendono il noleggio degli apparati, l’installazione, il monitoraggio, la manutenzione, la taratura a norma di legge, la diagnostica, la fornitura e la posa della segnaletica verticale.

Quando saranno attivati i nuovi sistemi? “Non lo sappiamo ancora, si tratterà di una procedura piuttosto lunga – spiega l’assessore alla Sicurezza Giorgio Viale -. Le attrezzature andranno acquistate e installate, poi ci sarà una fase di sperimentazione e monitoraggio e solo dopo alcuni mesi potremo partire a pieno regime. Di certo è una misura necessaria, basta vedere quanti incidenti si verificano su quella strada. A preoccuparci sono soprattutto quelli che corrono di notte, quando c’è meno traffico. È in gioco la sicurezza delle persone, dobbiamo intervenire”.

Quello di corso Europa, quando sarà del tutto funzionante, sarà un vero e proprio tutor: chi supera i 50 o 60 km/h di velocità media (dipende dal tratto in questione), definito un certo margine di tolleranza che di solito in città è di 5 km/h, subisce automaticamente la multa ed eventualmente la decurtazione di punti dalla patente. Ad oggi questo accade sulla Sopraelevata e in Guido Rossa, ma non in lungomare Canepa, dove il sistema è utilizzabile solo in presenza di personale della polizia locale. “Non è un problema tecnico, ma autorizzativo – conclude Viale -. Un tratto di strada è sotto la competenza dell’Autorità portuale e, finché tutti gli enti interessati non si metteranno d’accordo, potremo usarlo solo in questo modo”.

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