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Il nodo

Commissario o sindaco bis? Bucci potrebbe essere costretto a scegliere in vista delle comunali

O forse no: la legge è controversa ma sicuramente questo potrebbe essere il tema politico delle prossime settimane

Generico settembre 2021

Genova. Tante volte, dal 2018 a oggi, è stato chiesto a Marco Bucci se si sentisse “più sindaco” o “più commissario”: nominato dal governo Conte 1 nell’ottobre dell’anno del crollo del ponte Morandi commissario straordinario per la ricostruzione del viadotto Polcevera è stato più volte rinnovato da successivi decreti. L’ultimo, il 2 settembre scorso, ha previsto la possibilità dell’estensione dell’incarico fino al 31 dicembre 2024.

A quella domanda Bucci ha sempre risposto sottolineando come fosse stato importante che la persona che doveva portare a termine quell’opera fosse la stessa che più aveva a cuore, in quanto sindaco, la città di Genova. Oggi però la domanda rischia di essere un’altra. Bucci vuole fare (ancora) il sindaco o vuole fare (ancora) il commissario?

A costringere “il sindaco del ponte” a scegliere tra le due opzioni è la legge. Nel Tuel, il testo unico degli enti locali, si legge che l’eleggibilità di un soggetto nominato commissario del governo non è possibile anzi, è espressamente vietata. Questo tipo di figura rientra, appunto, tra quelle inelleggibili (articolo 60, comma 1, dlgs 267/2000 altresì definito Tuel). Di conseguenza, il commissario di governo che intenda candidarsi a sindaco deve “rimuovere previamente le cause di ineleggibilità”, quindi, per esempio, cessare le proprie funzioni da commissario non oltre il giorno fissato per la presentazione delle candidature, un mese prima delle elezioni stesse.

Già questo permetterebbe a Bucci di poter rinunciare alla carica di commissario in primavera avanzata e portare avanti comunque il lavoro su tutti quegli interventi collegati alla rinascita infrastrutturale di Genova e previsti dal programma straordinario delle opere portuali quindi ad esempio la nuova diga foranea e il ribaltamento a mare di Fincantieri. Il governo potrebbe a quel punto affidare l’incarico a un’altra figura, tenendo conto che fino a oggi nessuno ha mai avanzato possibilità alternative per rivestire il ruolo di commissario straordinario per la ricostruzione.

Tuttavia il problema potrebbe non porsi nemmeno. La giurisprudenza, con almeno una sentenza su un caso simile (ma non uguale) potrebbe dare ragione a chi reputi possibile la doppia veste di Bucci commissario e candidato.

Parliamo di una sentenza della cassazione civile del 2008: il presidente della giunta regionale del Molise, nominato commissario straordinario per i danni derivanti dall’emergenza meteorologica, voleva ricandidarsi alle regionali. La cassazione aveva deciso che non vi era ineleggibilità perché in questo caso la nomina a commissario non faceva che estendere i poteri ordinari del presidente della giunta, “il conferimento dell’incarico commissariale del quale si discute, essendo stato tale incarico conferito alla figura istituzionale del presidente della giunta regionale e non ad una specifica persona, si è sostanziato in un ampliamento delle funzioni attribuite a quell’organo”.

E ancora “Il conferimento del predetto incarico, in altre parole, è formulato in modo tale da dimostrane con chiarezza che la scelta fu ispirata dall’opportunità di affidare la delega ad un soggetto istituzionale, già di per sé dotato di strumenti di conoscenza e di poteri d’intervento adatti a meglio fronteggiare l’emergenza, quale si è ritenuto essere appunto il presidente della giunta regionale (chiunque in quel momento egli fosse)”.

In sostanza il principio ribadito dai giudici è che “non può costituire causa d’incompatibilità o d’ineleggibilità lo svolgimento, da parte dell’interessato, di attività istituzionalmente inerenti alla stessa carica con cui si pretenderebbe sussistere l’incompatibilità o l’ineleggibilità“. Ma se è vero che nel decreto che nomina Bucci si fa riferimento a lui come persona, nome e cognome, e non come sindaco, è vero anche che di sindaco si tratta e il sindaco è, appunto, l’autorità comunale di protezione civile quindi questa sentenza potrebbe essere sostenibile che anche nel suo caso.

Da palazzo Tursi al momento nessun commento sulla vicenda ma nei corridoi del Comune e ancora più tra le file del centrodestra ci sarebbe non poca preoccupazione per questa impasse burocratica sulla candidatura. Sia che Bucci scelta di puntare al bis come primo cittadino sia che, dopo questi intensi cinque anni, scelga di concentrarsi sul ruolo di commissario.

Sulla questione, ma senza fare riferimenti alla legge, si è espresso Ferruccio Sansa, consigliere regionale a capo dell’opposizione. “Se Bucci sarà riconfermato commissario straordinario avremo un’anomalia unica in Italia: un candidato sindaco che gestisce 2,3 miliardi di soldi pubblici. Sarebbe come dargli le chiavi della città, e gliele stiamo dando noi”, ha detto, chiedendo al resto del centrosinistra di battere un colpo.

L’impressione è che, però, sull’attacco politico a Bucci-commissario ci siano non pochi freni. Sia perché sulla questione del viadotto il sindaco-manager ha fatto registrare indici di gradimento vertiginosi in città sia perché l’eventuale rinnovo dell’incarico è stato deciso da un governo che comprende anche il centrosinistra.

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