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Non passa

Cinema Nazionale, no alla proposta per la nuova sede della Polizia Locale: “Deve rimanere luogo di cultura”

D'Avolio: "Deve restare luogo di cultura, rivalutando la storia del quartiere senza cancellarla"

Genova Cinema Nazionale Molassana

Genova. “Impegna il Presidente e la Giunta del Municipio IV Media Val Bisagno – Genova a chiedere agli uffici competenti, all’assessore ai lavori pubblici Pietro Piciocchi, di voler destinare l’immobile ai nuovi uffici del Distretto IV della Polizia Municipale e iniziare un progetto per la realizzazione tenendo conto sia delle esigenze operative del personale sia dell’utilizzo da parte dei cittadini”

Questo il testo dell’impegnativa finale della mozione presentata dai consiglieri municipali di Fratelli d’Italia e Lega durante l’ultima seduta del consiglio municipale della Media Val Bisagno, proposta che però è stata respinta dall’assemblea.

I presupposto del progetto sono diversi: la struttura, come è noto ha bisogno di importanti interventi, mentre la civica amministrazione ha fatto intendere la volontà di acquisirla dai privati che ad oggi ne detengono la proprietà, e, visto che la “situazione provvisoria, precaria e insufficiente degli uffici del Distretto IV della Polizia Municipale che si trovano nella stessa struttura del Municipio IV, piazza dell’Olmo Genova Molassana”, il passaggio potrebbe sembrare utile, soprattutto partendo dall’esempio di quanto avvenuto con la struttura di via Canevari.

Ma c’è un però: “Chiedere di utilizzare il cinema nazionale come sede della polizia locale non è trovare soluzione ad un problema che effettivamente esiste, ma negare ad un luogo la sua storia. Il cinema nazionale non è semplicemente un edificio da recuperare, ma un pezzo della storia di Molassana – spiega Roberto D’Avolio, presidente del Municipio, in una nota congiunta con l’assessore Comparini – All’epoca della sua costruzione non si parlava di periferie da rammendare, ma ogni quartiere della Genova policentrica aveva una sua dignità di luogo autonomo e indipendente. I consiglieri di opposizione non hanno capito che quell’edificio è un punto di incrocio tra un passato che aveva lì le sue dolcezze ed il presente di tanti nostri concittadini che lottano da decenni per rivederlo com’era. Non perché vogliono evitare di andare in centro per assistere a uno spettacolo, ma per restituire alla collettività il senso dello stare bene là dove si vive”.

“Forse lo avrebbero compreso, se si fossero dati la pena di partecipare alle tante iniziative per la riqualificazione del cinema nazionale – conclude d’Avolio – Contiamo che la loro proposta non venga accolta neppure dal comune di Genova che, nella persona dell’assessore Piciocchi, ha dimostrato di comprendere quanto gli abitanti di Molassana desiderino la ricostruzione del cinema nazionale, in quanto sala di spettacolo”.

E rilancia: “Parte degli spazi del Cinema nazionale potrebbero ospitare gli uffici culturali del municipio, mantenendo la sua funzione di teatro e luogo di spettacolo e cultura, liberando posti in sede municipale, permettendo alla Locale di allargarsi quanto necessario. Sarebbero una soluzione che risponde a due problemi, senza cancellare il passato e, anzi, dando forza ad una grande progetto di rinascita culturale di tutta la delegazione”

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