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Mistero

Cadavere sotto la Sopraelevata, una tac e il dna nella banca dati degli scomparsi per risalire all’identità della donna

Resta il giallo sulla causa della morte: a prima vista non ci sarebbero lesioni ossee

cadavere sopraelevata

Genova. Nessun documento è stato trovato nel piccolo zaino nero che un senza tetto ieri sera ha visto nella piccola scarpata che separa corso Aurelio Saffi e via del Pescatori nella zona della Fiera. Quando l’uomo, che si chiama Mihail e ieri sera è stato a lungo sentito dai carabinieri, si è accorto che oltre allo zaino c’era un corpo in avanzato stato di decomposizione è corso in strada fermando gli automobilisti affinché fossero avvertite le forze dell’ordine.

Resta al momento il mistero sul cadavere, che appartiene a una donna di circa 60 anni, vestita con maglietta bianca e pantaloni neri. Il corpo è li da circa 6 mesi ha spiegato il medico legale Lucrezia Mazzarella al sostituto procuratore Giovanni Arena che ieri sera era sul posto per il sopralluogo.

cadavere sotto la sopraelevata, lo zaino

L’abbigliamento e il contenuto dello zaino (un contenitore di amuchina, alcune mascherine e qualche oggetto personale) non farebbero pensare a una clochard e lo stesso Mihail avrebbe spiegato ai militari che quello non è un rifugio visto la fatica per risalire tra rovi e piante. La procura di Genova ha aperto al momento un fascicolo per “atti relativi” che consente di fare accertamenti lasciando aperta ogni ipotesi, dal suicidio al malore alla caduta accidentale.

Il passaggio fondamentale sarà l’incarico per l’esame medico, che potrebbe comprendere una tac (più utile dell’autopsia per capire se ci sono lesioni ossee che possano far pensare a una caduta o a un’aggressione).

Osservando dall’alto il punto in cui da cui potrebbe essere precipitata la donna, infatti (l’altezza è di circa 10 metri) è difficile pensare a una caduta accidentale (il parapetto del muro di corso Saffi è talmente largo che occorre strisciarci sopra per poter cadere dall’altra parte) e non sembra nemmeno il luogo più adatto per chi sceglie di compiere un gesto estremo.

I carabinieri ieri hanno eseguito alcuni rilievi in zona e lo nuovo comandante del reparto operativo Michele Lastella ha partecipato al sopralluogo. I militari in queste ore hanno sfogliato tutte le denunce di persone scomparse negli ultimi mesi ma nulla sembra avvicinarsi ai resti trovati ieri sera.

Dopo l’esito dell’esame medico il passo successivo sarà proprio la ricerca nella banca dati delle persone scomparse tramite il Dna che sarà prelevato visto L’indagine non è semplice ma potrebbe essere l’unica possibilità per dare un nome al corpo.

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