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Ritratto

Bianca Fallico: il cuore del centrocampo della Sampdoria Women parla genovese

Intervista alla ragazza che dalla serie C è passata quest'anno alla serie A, diventando una delle titolari di mister Cincotta

Uc Sampdoria Vs Ac Milan

Genova. Galeotti furono gli allenamenti del fratello, quando era ancora una bambina. Nell’attesa, la palla da prendere a calci è diventata più interessante di guardare correre i ragazzini. Alle elementari Bianca Fallico inizia a giocare con i compagni di scuola e prosegue in squadre miste sino alla terza media. “All’inizio ero un portiere – ricorda – ma siccome i compagni erano troppo forti arrivavano pochi tiri, mi stufai del ruolo”.

Iniziare coi maschi è stato un grande aiuto, racconta, “anche perché all’epoca non c’era tutta questa grande attenzione per noi calciatrici. Oggi una bambina ha molte più possibilità”.

Il passaggio al femminile è avvenuto nell’adolescenza, in una squadra (il Borgoratti Meeting) fondata su impulso anche del padre. “Se sono arrivata alla Sampdoria Women lo devo anche alla mia famiglia, per il 70% è merito del loro sotegno” sottolinea.

La centrocampista genovese, classe 1999, piedi buoni, atletismo e cervello fino che la rendono candidata ideale per l’interdizione e l’impostazione (anche se qualche volta ha giocato difensore centrale), è diventata già titolare fissa della neonata squadra blucerchiata in serie A. Un bel salto: l’anno scorso giocava nel Campomorone Lady, in serie C, ma chi l’ha osservata ha fatto bene il suo lavoro, intuendo le enormi potenzialità di questa ragazza. “È stato inaspettato – commenta – se me l’avessero detto un anno fa non ci avrei creduto, mi sarei messa a ridere, invece ho avuto questa opportunità. Confesso che c’era timore e paura per i due salti di categoria, ma avere la possibilità di giocare in Serie A restando a casa, senza dovermi trasferire, era un’offerta a cui non potevo dire di no”. La differenza di categoria sta anche nell’impegno mentale: “Non bisogna mai abbassare la concentrazione”.

Catapultata in un’altra dimensione, fatta di allenamenti quotidiani rispetto ai tre giorni alla settimana a cui era abituata, una qualità e un’intensità completamente diversa nel gioco. L’esordio, vincente, è contro la Lazio: “Penso di non aver respirato nei primi dieci minuti della partita, ma poi l’emozione ti passa e giochi come se fosse un match come gli altri”.

Ambiente nuovo, ma subito accogliente: “Fin dal ritiro abbiamo formato un gran bel gruppo e si vede durante le partite. Siamo persone umili che lavorano e si impegnano a ogni allenamento, ripensando all’esordio non c’è stata una persona che non mi abbia abbracciato e parole di incoraggiamento”.

Mister Antonio Cincotta però predica anche tranquillità: “Lui ci ha chiesto di creare un buon gruppo, instilla una mentalità vincente, ma senza vivere la prestazione con ansia, ci chiede di divertirci e dare sempre il massimo. Ci aiuta, riesce a tranquillizzarci”.

C’è tanta curiosità nei confronti di questa nuova squadra: “Sabato a Bogliasco – spiega – nonostante la partita fosse a porte chiuse, ho notato che c’era appostata tanta gente nei dintorni. Il sostegno del presidente Ferrero non manca: è venuto nello spogliatoio sabato contro il Milan”.

Sinora le ragazze non pensano a obiettivi di classifica: “Sicuramente volevamo inaugurare bene la serie A, e siamo riusciti a raggiungere la vittoria all’esordio, ora pensiamo a impegnarci e a dare sempre il massimo per arrivare il più in alto possibile, facendo divertire e poi si vedrà. A fine dell’anno tireremo le somme”. E alla Nazionale Fallico ci pensa? “È un sogno, certo, ma in questo momento no, non lo vedo vicino. Si vedrà…”. Sarebbe l’occasione giusta per giocare insieme ad Aurora Galli, fonte di ispirazione per lei: “ha un’intelligenza calcistica fuori dal comune, sicuramente lei è un grande esempio da seguire, non ci giocherò contro, purtroppo, perché è andata a giocare all’estero”.