Assi di forza, il Comune tira dritto: a metà ottobre la gara per le rimesse Staglieno e Gavette - Genova 24
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Assi di forza, il Comune tira dritto: a metà ottobre la gara per le rimesse Staglieno e Gavette fotogallery

In attesa del via libera dal ministero delle Infrastrutture per il cambio di tecnologia da filobus a bus elettrici

Rimesse Staglieno e Gavette, ecco come saranno

Genova. Sarà pubblicato intorno a metà ottobre il primo bando di gara per il progetto degli assi di forza del trasporto pubblico genovese. È quanto fa sapere l’assessore comunale alla Mobilità Matteo Campora mentre si attende ancora il via libera dal ministero delle Infrastrutture per sostituire i filobus con autobus elettrici flash charging. Tursi però va avanti lo stesso e nel frattempo assegnerà i lavori per il restyling della rimessa delle Gavette e la totale demolizione e ricostruzione della rimessa di Staglieno con realizzazione di un parcheggio di interscambio di circa 700 posti.

La strategia indicata dal sindaco Marco Bucci è chiara ed è la stessa sperimentata per la ricostruzione del ponte sul Polcevera: se sorge un intoppo, avviare subito altre attività in parallelo per evitare di perdere tempo. Al momento è in via di ultimazione la progettazione definitiva affidata al raggruppamento Italferr-Technital-Abdr. Dunque i prossimi step saranno progettazione esecutiva e apertura dei cantieri, ma a questo punto non ci sarà un appalto integrato unico per l’intero progetto dei quattro assi.

Le prime opere da mettere a gara saranno quelle edilizie e quelle relative alle riqualificazioni stradali. A prescindere dal tipo di tecnologia che sarà impiegata, infatti, l’intenzione è quella di acquistare veicoli da 24 metri (sdoganati finalmente dall’ultimo decreto ministeriale) e in base a queste caratteristiche saranno realizzate banchine, pensiline e nuove corsie preferenziali.

Rimesse Staglieno e Gavette, ecco come saranno

Alle Gavette è prevista la realizzazione di una copertura e di un tamponamento laterale sull’attuale deposito, necessari per preservare le componenti elettroniche dei nuovi veicoli. Sopra ci saranno aree di svago, arredi urbani, impianti sportivi per il quartiere e un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica. Lo studio di fattibilità prevedeva una capienza di 55 filosnodati da 18 metri, numero destinato a scendere con l’aumento delle dimensioni delle vetture. Da capire però come verrà attrezzata la rimessa, visto che le tecnologie previste per i filobus non sono quelle per i bus elettrici che richiedono complesse infrastrutture per la ricarica notturna.

A Staglieno, lungo via Bobbio, sorgerà una nuova struttura su tre piani: a livello strada rimarrà un deposito-officina Amt con capienza di poco inferiore a 100 veicoli, il resto sarà dedicato a parcheggio d’interscambio per i veicoli provenienti dalla Valbisagno e dal casello di Genova Est. Inoltre è prevista la creazione di un nuovo volume con superficie di circa 720 metri quadrati su tre piani, sul lato di via Vecchia, da adibire a uffici e servizi.

Intanto il Comune tira dritto sui bus elettrici, anche se il finanziamento di 471 milioni di euro è stato concesso dal ministero sulla base del progetto che prevedeva i filobus e anche nella squadra della mobilità c’è chi ha consigliato di lasciare aperte entrambe le ipotesi. A inizio settembre è stata affidata all’ingegnere Andrea Spinosa la redazione di integrazioni allo studio di fattibilità tecnico-economica “al fine dell’ottenimento di un nullaosta” da parte del Mims per procedere al cambio di tecnologia.

Sul progetto pende anche l’incognita del ricorso al Tar del Lazio presentato dall’associazione Mobilità Genova insieme a Legambiente. I promotori hanno puntato il dito contro la mancanza di condivisione con la cittadinanza e hanno allegato “puntuali, documentate e pregnanti osservazioni tecniche dalle quali si evince la manifesta incongruità, inadeguatezza e irragionevolezza del progetto finanziato”. La prima udienza era prevista per quest’estate ma è stata rinviata e al momento non c’è una data fissata. L’obiettivo è ottenere una sospensiva per bloccare tutto, ma più passa il tempo e più appare difficile mettere i bastoni tra le ruote dei piani di Tursi.

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