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Aree ex Ilva, Manganaro (Cgil): “O se ne discute con lavoratori e sindacati o saranno problemi”

L'ex segretario della Fiom critica il "gioco della politica" di "mettere ogni tanto qualcosa sulle aree di Cornigliano" e sulla transizione ecologica chiedere garanzie per i lavoratori

corteo 25 giugno ex ilva

Genova. “C’è un gioco della politica che ogni tot prova a decidere cosa si può mettere sulle aree di Cornigliano: finché si tratta di un gioco virtuale ognuno è libero di giocare, ma poi bisogna sapere che c’è la realtà che vuol dire accordo di programma , piano industriale della siderurgia, vuol dire discutere con i lavoratori e i sindacati e questo non viene fatto sono problemi”. Così Bruno Manganaro, ex segretario della Fiom genovese e oggi funzionario responsabile del settore industria per la Cgil risponde all’ipotesi di un progetto di chiusura del ciclo dei rifiuti nelle aree ex Ilva attraverso un impianto per la produzione di idrogeno.

Il progetto è stato sommariamente raccontato sabato dal governatore ligure Giovanni Toti a margine della visita del ministro Giancarlo Giorgetti al porto di Genova. Sulla disponibilità dei sindacati a rivedere l’accordo di programma Manganaro chiarisce: “Io credo che l’accordo di programma si discuta quando è chiaro il piano per la siderurgia e il governo finora non è ancora stato in grado di presentare uno straccio di proposta”.

Fra l’altro “la transizione ecologica prevede anche qual è la prospettiva dell’acciaio di cui c’è un gran bisogno, basti pensare all’auto elettrica. i prezzi dell’acciaio sono schizzati alle stesse e le imprese non lo trovano. E’ pensabile non discutere di questo?” si domanda l’ex leader della Fiom genovese che stamattina nell’ambito di un convegno della Cgil non ha lesinato critiche al ministro Roberto Cingolani e a tutto il governo.

“Il tema della transizione ecologica riguarda per il 99% l’industria e non i servizi – ha ricordato Manganaro – e dell’industria non si è detto praticamente niente.E credo che a questo convegno non ci sarà neanche la voce dell’industria cioè dei lavoratori e delle lavoratori direttamente interessati”.

Un tema delicato quello della transizione ecologica che secondo la Cgil deve portare con sé delle garanzie sociali: “Sarà una delle ristrutturazioni industriali piu grandi d’Europa degli ultimi decenni. In Germania si dice che ci saranno 400 mila posti di lavoro in meno solamente nel settore auto e c’è la messa in discussione di salario. Vogliamo discutere di queste cose o pensiamo che la transizione ecologica sia solo un fatto teorico? Noi vogliamo sapere quali garanzie si danno a questa transizione ecologia per non prendere salario o posti di lavoro.

Sullo specifico tema delle aree ex Ilva Cingolani stamani ha dribblato le domande dei giornalisti: “Non mi fate commentare Genova direttamente perché se no faccio un torto alle altre 100 città – si è limitato a dire – Per Genova, uno dei più grandi porti d’Italia e d’Europa, il progetto dei porti verdi è un’occasione da sfruttare”.

Critiche anche dal Pd: “Consideriamo preoccupante la rinnovata attenzione della Lega e delle amministrazioni di centrodestra alle aree di Cornigliano, perché ancora una volta prescinde dalle ricadute occupazionali e dagli accordi sottoscritti con i lavoratori. Prima di ogni valutazione su nuovi insediamenti occorre attendere il piano industriale di Acciaierie d’Italia e il piano per la siderurgia del Governo con le risorse per l’ambientalizzazione della produzione grazie al Pnrr. Non può che allarmarci in questo senso il silenzio del Ministro Giorgetti nella sua trasferta genovese”.

“Il futuro di quelle aree deve muoversi su due binari: la destinazione industriale e l’accordo con le parti sociali. Per troppo tempo abbiamo sentito solo annunci. Se Comune e Regione vogliono perseguire ipotesi diverse di utilizzo delle aree ex Ilva, chiedano la convocazione del Collegio di Vigilanza dell’accordo di programma e aprano un confronto con le parti sociali”, conclude il Pd.
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