Amici di studio, il progetto di aiuto ai compiti cresce e coinvolge sempre più ragazzi - Genova 24
Istruzione

Amici di studio, il progetto di aiuto ai compiti cresce e coinvolge sempre più ragazzi

Progetto avviato con la collaborazione dell'Agenzia per la famiglia del Comune di Genova, il dipartimento di Scienze della formazione dell’università di Genova e gli istituti comprensivi Sestri est e Centro storico

dopo scuola fegino

Genova. Si estende il progetto Amici di studio dedicato al sostegno relazionale, didattico e psico-pedagogico e destinato ai ragazzi della scuola secondaria, medie e superiori, a cura di studenti laureandi dell’università di Genova in Scienze della formazione in qualità di tutor.

Dopo la prima fase di sperimentazione, avvenuta tra luglio e settembre 2021, adesso il progetto andrà a coinvolgere più scuole secondarie e altri studenti universitari tutor.

Nella prima fase sono stati coinvolti 20 studenti di due scuole secondarie di primo grado dell’istituto comprensivo Sestri Est e Centro Storico. Ogni studente, scelto dalla scuola secondo criteri prestabiliti definiti con l’Agenzia per la famiglia, ha avuto al suo fianco una sorta di fratello/sorella maggiore che lo ha aiutato ad affrontare al meglio e superare difficoltà scolastiche e relazionali.

Il progetto nasce da una collaborazione tra Agenzia per la famiglia del Comune di Genova, il Dipartimento di Scienze della formazione dell’Università di Genova e gli Istituti Comprensivi Sestri Est e Centro Storico.

Simonetta Saveri, responsabile di Agenzia per la famiglia e Liana Burlando, di Agenzia per la famiglia e referente del progetto, coordineranno il progetto con le prof.sse Francesca Lagomarsino, Nadia Rania e Alessandra Modugno, docenti dell’Università di Genova, in collaborazione con i dirigenti scolastici e i docenti delegati.

“In questo momento complicato per i nostri giovani è importante creare una rete tra generazioni. I più grandi si occuperanno dei più piccoli ma nello stesso tempo sono certa che riceveranno anche loro tanto da un punto di vista relazionale e di crescita” dichiara Simonetta Saveri.

E conclude: “In quest’ultimo anno è emerso chiaramente come le disuguaglianze sociali abbiamo amplificato i disagi e le difficoltà create dalla pandemia, colpendo in particolare gli studenti delle fasce sociali più deboli che non hanno potuto contare su un sostegno familiare, relazionale e anche economico significativo.

“È in continuo aumento la presenza di alunni drop out o che manifestano disagi psicologici ed emotivi. Obiettivo di questo progetto è appunto creare un supporto didattico, ma soprattutto relazionale, in cui gli studenti più grandi fungano anche come modello di riferimento positivo a cui poter guardare in vista dei propri percorsi di vita futuri” afferma Francesca Lagomarsino, docente di sociologia dell’Università di Genova.

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