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A Palazzo Ducale la mostra di Escher, un viaggio ipnotico tra paradossi e strutture impossibili

Aperta da domani fino al 2 febbraio, Bizzarri: "Sono entusiasta come un ragazzino per questa mostra"

Genova. Immaginate di entrare in una delle “strutture impossibili” e di diventare voi stessi protagonisti di una scena in cui lo spazio sembra contraddire la logica. Immaginate di perdervi in un paradosso grafico e di farvici un selfie da postare sui social. È questo e molto altro la mostra dedicata al grande genio olandese Maurits Cornelis Escher, da domani (9 settembre) fino al 2 febbraio 2022 aperta al pubblico al piano nobile di Palazzo Ducale.

Con oltre 200 opere e i suoi lavori più rappresentativi, si tratta della più completa e più grande mostra antologica su Escher mai allestita in Italia. La mostra presenta in 8 sezioni un excursus della sua intera e ampia produzione artistica. Per la prima volta a Genova il pubblico potrà esperire l’immaginifico universo dell’autore tramite inedite sale immersive e strutture impossibili che saranno messe a confronto con opere di grandi artisti visionari del calibro di Giovanni Battista Piranesi (1720-1778) e di Victor Vasarely (1906-1997). Si tratta della più grande mostra antologica mai allestita in Italia.

Mostra Escher Palazzo Ducale

“C’è tutto il suo percorso, dalle primissime opere realizzate ad Harlem, tutto il periodo italiano dal 1922 e il 1936 in cui faceva il paesaggista, oltre a tutto il resto – spiega il curatore Federico Giudiceandrea -. I suoi primi estimatori furono i matematici. Negli Stati Uniti il movimento hippie si è appropriato delle sue immagini e così è uscito dal mondo scientifico per entrare nel mondo della cultura pop. La sua immagine è ormai parte della nostra iconografia. Qui c’è tutto e abbiamo l’occasione di capire come questo artista ha influenzato in maniera profonda il nostro immaginario collettivo”.

“È una mostra straordinaria e internazionale – aggiunge l’assessora alla Cultura del Comune di Genova Barbara Grosso -. È una mostra per tutti, per gli adulti ma anche per i bambini con tante attività ludiche che possono attirare un pubblico giovane. Il messaggio che vogliamo dare è che la ripartenza della cultura deve includere tutti e questo è un esempio che calza a pennello. Genova ha bisogno di turismo, nelle scorse settimane la nostra città era piena di gente, i nostri musei hanno registrato un aumento del 12% rispetto al periodo pre-Covid. Siamo certi che stiamo andando nella direzione giusta”

“Sono entusiasta come un ragazzino davanti a questa mostra perché è molto colta, ma anche divertente e immersiva – ammette Luca Bizzarri, presidente di Palazzo Ducale -. La cosa che mi piace di più di questo artista è che provoca subito stupore, ma poi c’è una difficoltà tecnica in quello che fa veramente sconvolgente. È una mostra in cui sono stato e starò molto spesso. È una mostra per tutti: addirittura nelle parti immersive ho visto adulti divertirsi come matti, immagino che attirerà un pubblico molto vasto”.

“Una grande mostra meditata e voluta durante il lockdown, un segnale di ripresa dell’attività di Palazzo Ducale con un progetto unico a livello nazionale – rimarca l’assessora alla Cultura della Regione Liguria Ilaria Cavo -. Una mostra che è cultura, proposta, vivacità e che sicuramente crea entusiasmo in ogni tipo di pubblico. Si guarda, ma poi si sperimenta. Una mostra che stimola e che fa vivere tutto questo con una grande gioia, ed è quello di cui il pubblico ha bisogno in questo momento”

Mostra Escher Palazzo Ducale

LA MOSTRA

La mostra è divisa in 8 sezioni. Particolarità del percorso è la presenza, all’interno delle sezioni, di giochi ed esperienze che permettono di entrare nel meraviglioso mondo di Escher da protagonisti, ossia misurandosi attivamente con i paradossi prospettici, geometrici e compositivi che il grande artista pone in essere nelle sue opere.

Prima sezione – Gli esordi

In questa sezione si ripercorrono i primi passi dell’esperienza artistica del giovane Escher che, pur deludendo le aspettative del padre, che lo avrebbe voluto ingegnere come lui, dimostra subito una spiccata capacità disegnativa. Apprezzata da Jessurun de Mesquita, incisore di cultura art nouveau , l’abilità di Escher si va sempre più affinando, imparando rapidamente non solo la tecnica ma anche la dedizione al lavoro. È qui che si avvicina al tema della tassellazione, intesa come metodo della divisione regolare del piano con intenti decorativi. È in questo primo periodo olandese che nascono anche le illustrazioni per Flor de Pasqua (Fiore di Pasqua) e per Emblemata. È presente inoltre la serie completa d elle sei xilografie de I Giorni della creazione, realizzate tra il dicembre 1925 e il marzo 1926, che rappresentano i sei giorni della Creazione, come sono descritti nella Bibbia. La presenza di questa serie contribuisce ad impreziosire la prima sezione da l momento che è molto raro poterla ammirare nella sua completezza.

Seconda sezione – L’Italia

La formazione di Escher non sarebbe stata completa se non ci fosse stato il soggiorno in Italia che completò la personalità dell’artista e gli offrì le prime opportunità di lavoro, come la prima personale a Siena nel 1923 e la realizzazione degli Emblemata (tutti esposti in mostra) che costituivano un libretto di motti illustrati, concepito insieme al grande storico dell’arte olandese Godefridus Johannes Hoogewerff, suo amico ed estimatore. Qui si pone l’accento sugli stimoli che il paesaggio italiano, la natura e la storia del Belpaese, ebbero sulla fervida mente dell’artista, mostrando scene degli Abruzzi, della Campania, della Calabria e della Sicilia. Non manca no le vedute della città che aveva scelto come sua residenza, Roma, ritratta sia di giorno sia di notte.

Terza sezione – Tassellazione

È in questo segmento della mostra che si affronta il tema della tassellazione che rivela subito le sue radici art nouveau. Nella sua foga didattica Escher, che teneva conferenze e dimostrazioni per spiegare in cosa consistesse la divisione regolare del piano, realizzò un vero e proprio libretto uscito nel 1957. La sezione include un filmato dedicato all’Alhambra, il monumento di Granada che Escher visitò e in cui si trattenne a ricopiare i disegni, da cui trasse ispirazione per le sue tassellazioni.

Quarta sezione – Metamorfosi

Un altro importante aspetto affrontato da Escher è la riflessione sul mondo: la trasformazione di una forma in un’altra che trova la sua massima espressione nel celebre capolavoro intitolato Metamorfosi II (1939). La grande xilografia affronta così il tema della trasmutazione di un’immagine che, senza soluzione di continuità, lascia il posto a un’altra che deriva dalla prima, in un percorso circolare. Si parte, infatti, dalla parola olandese “metamorphose” e a questa si torna dopo aver attraversato le situazioni più inimmaginabili che vanno dalle lucertole all’alveare, dagli uccelli al duomo di Atrani.

Quinta sezione – Struttura dello spazio

Quel che affascinava Escher era sondare la “Struttura dello spazio” ed è per questo che a un simile tema è dedicata un’intera sezione, dove gli approcci si declinano secondo le diverse problematiche: la prima riguarda le “superfici riflettenti” (a cominciare da quella curva e specchiante di Mano con sfera riflettente); si passa poi alla struttura dello spazio vera e propria, ben esemplificata dall’incisione Profondità (che troviamo in mostra trasformata in un ambiente reale e percorribile in una prospettiva reiterata); completano il percorso i temi dei nastri e dei solidi geometrici.

Mostra Escher Palazzo Ducale

Sesta sezione – Paradossi geometrici

La sezione affronta il tema del passaggio dalle due alle tre dimensioni. Il paradosso e, soprattutto, la sfida è riuscire ad arrivare a ottenere l’effetto illusivo senza debordare dal limite del foglio, ovvero suggerire l’effetto realistico di questa trasformazione, disegnando e incidendo qualcosa che inganni l’occhio, come le incontenibili Tre sfere. Sono queste le premesse indispensabili per accedere al paradosso dello spazio di Escher, quello di Altro mondo, di Sue giù e di Relatività, fino all’estenuante reiterazione dell’immagine ricorrente ottenuta grazie al cosiddetto effetto Droste utilizzato, per esempio, in un’incisione come Galleria di stampe. In questa sezione insieme a opere famose come Cascata e Belvedere ispirate alla tribarra – il triangolo impossibile teorizzato del matematico e fisico Sir Roger Penrose – sono esposte alcune stampe del la serie delle Carceri di Giovanni Battista Piranesi (1720 – 1778), incisore, architetto e teorico dell’architettura italiano, che già in precedenza aveva usato il principio della tribarra, per rappresentare un’architettura drammaticamente irreale. Le sue tavole incise, che Escher aveva conosciuto durante il suo soggiorno romano, ebbero una profonda influenza sulla produzione del maestro olandese, le cui costruzioni impossibili presentano un evidente debito sia alla costruzione di Penrose che alle “ Carceri ” di Piranesi.

Settima sezione – Lavori su commissione

Come tutti gli artisti, però, la produzione di Escher non passa solo da grandi opere: la quotidianità richiedeva all’artista anche la necessità di trovare occasioni di guadagno, pur non avendone un parti colare bisogno, grazie alla sua condizione agiata. La sezione è quindi dedicata ai “Lavori su commissione” che vanno dagli ex libris (foglietti che si usava inserire nei libri appartenenti a una stessa biblioteca privata), fino ai biglietti d’auguri, alle illustrazioni o ad altre commissioni occasionali. Il fatto straordinario è che la qualità di questa produzione non diminuisce affatto rispetto a quella delle grandi opere: questi impegni “minori” sono spesso occasioni per sperimentare soluzioni che saranno poi utilizzate nelle “grandi opere”.

Ottava sezione – Eschermania

La grandezza di un artista si misura anche dalla capacità d’influire su altri artisti, come pure sulla società circostante. Per questo la mostra si conclude con la sezione intitolata col neologismo “Eschermania”. La lezione di Escher, infatti, ha dimostrato che questi due parametri sono stati pienamente soddisfatti. La sua arte è uscita dal torchio del suo studio per trasformarsi in scatole da regalo, in francobolli, in biglietti d’auguri; è entrata nel mondo dei fumetti e in quello della moda, è finita sulle copertine degli LP dei grandi della musica pop, fino ad arrivare al mondo della pubblicità e del cinema. Ma ciò non basta: la grande arte di Escher ha influito più o meno direttamente s u altre figure di rilievo dell’arte del Novecento – come Victor Vasarely, il principale esponente dell’ Optical Art – o su una lunga schiera di seguaci che ancora oggi guarda alla sua produzione come a quella del loro maestro. La mostra Escher è sostenuta da Generali Valore Cultura , il programma di Generali Italia per promuove re l’arte e la cultura su tutto il territorio italiano e avvicinare un pubblico vasto e trasversale – famiglie, giovani, clienti e dipendenti – al mondo dell’arte attraverso l’ingresso agevolato a mostre, spettacoli teatrali, eventi e attività di divulgazione artistico – culturali con lo scopo di creare valore condiviso.

Orario di apertura

Lunedì dalle 14.00 alle 19.00
Martedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica dalle 10.00-19.00 (ultimo ingressoore 18.00)
Venerdì 10.00-21.00 (ultimo ingresso ore 20.00)

Biglietti

Intero € 14,00 Audioguida inclusa
Ridotto € 12,00 Audioguida inclusa

Informazioni e prenotazioni gruppi scuole

+39 010 8171604
prenotazioniscuole@palazzoducale.genova.it
Informazioni:didattica@palazzoducale.genova.it

Informazioni e prenotazioni gruppi adulti
+39 010 986391

Per l’occasione è stata attivata una convenzione con il Salone Nautico, che si terrà a Genova dal 16 al 21 settembre 2021. Si potrà visitare la mostra al Palazzo Ducale con il biglietto ridotto e la riduzione sarà valida fino al termine della mostra. Per poter usufruire della riduzione si dovrà presentare il biglietto del Salone Nautico al momento del ritiro del biglietto presso la biglietteria di mostra.

 

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