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Post ferragosto

Voltri, bivacchi abusivi e una montagna di rifiuti in spiaggia. Il municipio: “Abbandonati dal Comune”

"Siamo stati tacciati di essere polemici ma in realtà noi chiediamo solo collaborazione e aiuto"

rifiuti abbandonati a Voltri

Genova. Stesso disastro, stessa spiaggia. Come emerge dalla fotografia scattata da Alessandro Danise e condivisa su Facebook, sono numerosi i cartoni di birra e i sacchi neri ammucchiati a Voltri, nel tratto di spiaggia libera che va dal supermercato Pam fin sotto il ponte Cerullo, da turisti che hanno trascorso la notte in tenda proprio sull’arenile, soprattutto in occasione del week-end di ferragosto.

Situazione analoga a quella degli anni precedenti, con l’aggravante – afferma Claudio Chiarotti, presidente di Municipio VII Ponente – che “quest’anno non è stato attivato il servizio di pattuglia misto formato da carabinieri, polizia di stato, polizia locale e capitaneria di porto, e pertanto la situazione, sempre molto critica, è stata difficile da gestire”.

Infatti spiega l’assessore municipale Matteo Frulio, con delega a territorio e spiagge “in questo fine settimana si è contato solo sulle forze della polizia locale di municipio che consiste in due pattuglie da quattro persone. Non c’è stata alcuna collaborazione da parte del Comune” e aggiunge: “ci siamo sentiti soli e abbandonati in un momento di difficoltà”.

“Abbiamo chiesto aiuto più volte, perché in base all’esperienza degli scorsi anni, sapevamo quanto sarebbe stata critica la situazione spiagge in questo periodo, ma non abbiamo ricevuto nessuna risposta da parte del Comune di Genova – incalza Frulio – Una settimana fa abbiamo inviato una nota ufficiale per chiedere sostegno ma è caduta completamente nel vuoto. Si tratta forse di menefreghismo?”

“Siamo stati tacciati di essere polemici ma in realtà noi chiediamo solo collaborazione e aiuto. Nonostante questo la polizia locale di municipio ha svolto un ottimo lavoro e ha effettuato numerose sanzioni a chi ha infranto le regole, soprattutto sabato notte” – conclude Frulio.