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Rinascita

Villa Gruber diventerà una scuola d’infanzia, Piciocchi: “Sarà l’asilo più bello d’Italia”

Dal Miur arrivano 3 milioni, altri 4,5 dovrà metterli il Comune: "Un progetto ardito, ma ne varrà la pena: in 3 anni la nuova scuola"

Genova Villa Gruber

Genova. “Secondo noi può diventare davvero l’asilo più bello d’Italia“. Ne è convinto l’assessore ai Lavori pubblici, Pietro Piciocchi, dopo aver annunciato una notizia che appariva tutt’altro che scontata: il Comune di Genova ha vinto il bando del Miur per il finanziamento del progetto di trasformazione di Villa Gruber, nel quartiere di Castelletto, in una scuola d’infanzia. Risposta positiva da Roma anche per la demolizione e ricostruzione dell’asilo Quartiere Camoscio in viale Bracelli, intervento atteso da anni a Marassi e che finalmente ha tutte le risorse a disposizione per essere realizzato.

Dal ministero arriveranno in tutto 6 milioni di euro, 3 milioni per Villa Gruber e 3 milioni per il Camoscio. A questi dovrà aggiungersi un cofinanziamento da parte del Comune che per la ristrutturazione totale della residenza cinquecentesca in corso Solferino, oggi in stato di abbandono, raggiungerà i 4,5 milioni di euro. Entrambi gli interventi sono già stati inseriti nel piano triennale dei lavori pubblici per poter ottenere il finanziamento dal Miur.

Sarà un intervento molto ardito – spiega l’assessore Piciocchi – ma ne varrà la pena. Sarà un asilo immerso nel parco dove probabilmente si possono immaginare sperimentazioni didattiche e classi all’aperto. Tutta la villa verrebbe destinata a scuola d’infanzia, ma per il salone e il piano nobile ipotizziamo un uso promiscuo con finalità culturali. A essere sincero qualche dubbio sul fatto che il ministero avrebbe accettato lo avevo, invece hanno colto l’aspetto innovativo. Non è da tutti recuperare una villa storica con una funzione di quel genere”.

Per ora sul tavolo c’è solo uno studio di fattibilità, quello promosso dal Miur, che però è tutto da approfondire e da sviluppare. “Sarà un progetto molto complesso – prosegue Piciocchi -. Bisognerà rispettare le norme antincendio e tutte le norme di sicurezza non sempre conciliabili con una struttura storica. E dovrà passare tutto al vaglio molto scrupoloso della Soprintendenza. In autunno apriremo un concorso di idee, un percorso partecipato aperto ai cittadini”. E i tempi? “Non sarà immediato, è un intervento che va ben pensato e implementato. Tre anni potrebbero essere un’ipotesi ottimistica”.

La scuola d’infanzia sarà naturalmente pubblica, a gestione statale, e farà parte di un istituto comprensivo (potrebbe essere il Maddalena-Bertani che include anche la scuola Daneo). Ancora da definire numeri e spazi, ma l’idea è già stata condivisa con l’Ufficio scolastico regionale che si è mostrato entusiasta. Così come resta da definire il destino della villetta liberty attualmente in gestione al Carlo Felice: l’inserimento nel progetto dell’asilo potrebbe offrirle a sua volta un’occasione di rilancio.

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