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Vertice

Scuole, entro giovedì il piano per i trasporti: incognite sull’impatto del ritorno in presenza al 100%

Questo lunedì in prefettura riunione tra Regione e aziende del tpl. Si teme anche il rientro in ufficio di tanti lavoratori finora in smart working

Coronavirus, partono le navette scolastiche per gli studenti

Genova. Il ministro dei Trasporti Enrico Giovannini ha chiesto alle Regioni di avere pronto, per giovedì 2 settembre, il piano organizzativo del trasporto pubblico locale in vista della ripresa delle scuole – il 15 settembre in Liguria – ed è per questo che domani, lunedì, Comuni, Regione, direzione scolastica e aziende del trasporto pubblico locale dovranno trovare la quadra per garantire abbastanza mezzi per tutti. Se ne parlerà in una riunione in prefettura.

Sicuramente ci sarà, come lo scorso anno, la necessità di scaglionare entrate e uscite a scuola con almeno due fasce di orari, ma bisogna ricordare che fino a giugno scorso, al massimo, la presenza concessa era al massimo del 70% (mentre ora salirà al 100%) e molti istituti erano comunque rimasti ampiamente al di sotto di quel limite.

Inoltre non ci sarà solo il ritorno in classe di tanti ragazzi e ragazze ma anche quello in ufficio di dipendenti che, fino a settembre, potevano scegliere tra il lavoro da remoto o in sede. Anche questa è una grande incognita. Visto che il coefficiente di riempimento dei mezzi pubblici al momento è ancora fissato all’80%.

Sembra molto complicata, ad ogni modo, l’implementazione dei controlli sui comportamenti a bordo di bus, treni e metropolitane. I sindacati hanno bollato come “parole spot” quelle del ministro sulla reintroduzione del controllore a bordo. Sia perché a oggi non esiste una normativa sanzionatoria precisa su irregolarità come ad esempio l’assenza di mascherina, o la mancanza di green pass, sia perché il personale è carente: i verificatori oggi tra Genova e provincia sono meno di cento.

Se ci saranno fondi extra per il trasporto pubblico, però, probabilmente saranno dirottati sulle ditte di bus privati per creare le linee ad hoc per gli studenti. Una soluzione – quella delle 11 linee attivate lo scorso anno – che i ragazzi hanno imparato a sfruttare molto lentamente e solo in parte ma che potrebbe tornare in auge da settembre. Si esclude invece la possibilità di acquistare nuovi mezzi pubblici, per cui servirebbero gare apposite.

Dal canto loro, i lavoratori del tpl, chiedono di poter operare in sicurezza: sia per quanto riguarda le norme igieniche – la zona cuscinetto con catenella prima della cabina di guida – sia sul fronte delle aggressioni.

Che Amt sia pronta a reggere il colpo del ritorno a scuola in presenza è però confermato anche dalla nuova politica dei prezzi. Da qualche giorno sono attive le tariffe young che danno ai giovani dai 14 ai 25 anni di acquistare l’abbonamento annuale a 255 euro. Inoltre anche quelli in età universitaria, tra i 19 e i 25 anni, non dovranno più presentare l’Isee per accedere alla formula di abbonamento più conveniente.

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