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Ripresa

Scuola, a Genova tornano scaglionamento e navette. Un’app per “schedare” chi ha il green pass

Verso la conferma (con qualche variazione) il piano trasporti dell'anno scorso. Insegnanti senza green pass? "Chiameremo i supplenti"

green pass scuola

Genova. Orari di entrata scaglionati e bus navetta per gli studenti delle superiori. Il piano per il rientro a scuola a Genova e in Liguria, fissato al 15 settembre, non è ancora stato ufficializzato, ma la cornice dovrebbe essere la stessa che ha inquadrato gli ultimi mesi dello scorso anno. Con due differenze di fondo: stavolta la didattica in presenza sarà al 100%, ma d’altra parte anche la capienza dei mezzi pubblici è stata aumentata fino all’80%. E poi l’obbligo di avere il green pass per i docenti, che non saranno controllati ogni volta all’entrata ma schedati attraverso un’applicazione informatica che consentirà ai presidi di sapere chi è in regola e chi no.

Il punto si farà durante un vertice in prefettura il 30 agosto con l’Ufficio scolastico regionale, la Regione e le aziende di trasporto. E con ogni probabilità saranno confermati anzitutto gli ingressi su due turni. “Nelle aree più complesse penso che andremo verso la differenziazione delle entrate a distanza di un’ora – spiega il direttore dell’Ufficio scolastico Ettore Acerra -. Abbiamo chiesto di basarci sull’unità oraria altrimenti l’orario delle lezioni diventerebbe molto difficile da costruire. Vorrebbe dire che alcuni studenti entrano alle 8 e gli altri intorno alle 9. Spero che il piano sia operativo entro i primi di settembre”.

Quanto al capitolo trasporti, non dovrebbero esserci grandi variazioni. Le aziende stanno verificando le risorse a disposizione, anche alla luce dei 600 milioni messi sul piatto dal Mims, per capire se potranno procedere a nuovi affidamenti ai privati. Per lo scorso anno scolastico Amt Genova aveva attivato 11 linee urbane dedicate agli studenti schierando 34 bus turistici tra i maggiori nodi di interscambio e i poli ad alta concentrazione di istituti. In ambito extraurbano, invece, il potenziamento era stato realizzato con veicoli e risorse interne all’azienda. Un modello che aveva funzionato e che dunque può essere replicato, tenendo conto che il limite di capienza sulle altre vetture non sarà più del 50% ma dell’80%.

Sul fronte degli insegnanti – e di tutto il personale scolastico – la novità sarà l’obbligo di possedere il green pass. E dopo che i presidi avevano rifiutato la prospettiva di trasformarsi in “sceriffi”, mettendosi a scansionare i codici all’entrata degli istituti, è arrivata ieri l’intesa col Governo per mettere a punto un sistema più snello e praticabile.

“Abbiamo chiesto un sistema integrato di comunicazione dei dati degli insegnanti che possiedono la certificazione in modo da restringere i controlli a chi non l’ha – conferma Angelo Capizzi, presidente genovese dell’Associazione nazionale presidi -. Auspico che il garante della privacy non abbia nulla da eccepire”.

Si tratterebbe in pratica di un’applicazione – ma i contorni tecnici sono ancora da definire nei dettagli – che incrocia i dati del personale scolastico con quelli della piattaforma del sistema green pass. In questo modo risulterebbe subito evidente chi ne ha uno valido e chi no senza ottenere altri dati personali coperti dalla normativa sulla privacy.

Va da sé, tuttavia, che il sistema punterebbe a “scremare” i vaccinati (che avrebbero una certificazione valida per mesi) in modo da restringere le verifiche puntuali giornaliere solo su una quota residua: quella di chi farà periodicamente il tampone (per quanto irrealistico non è impossibile) e dei “renitenti” a tutti i costi. A controllare sarebbero direttamente i presidi oppure persone delegate ad hoc in segreteria. “Per questo come Anp abbiamo chiesto, visto l’aggravio di lavoro per il personale, almeno un assistente amministrativo in più per ogni istituzione scolastica”, spiega Capizzi.

E se il docente non ha il green pass? A quel punto non potrebbe entrare a scuola e il dirigente – o chi per lui – sarebbe autorizzato a tenerlo fuori precludendogli la possibilità di lavorare all’interno dell’istituto. Dopo cinque giorni senza certificazione scatterebbe la sospensione senza stipendio, come per gli operatori sanitari non vaccinati. Ma così non c’è il rischio che vengano a mancare gli insegnanti? “Auspico che si tratti solo di un deterrente e che ognuno adotti una soluzione opportuna – riflette Capizzi -. In ogni caso possiamo attingere dai supplenti”.

Sulla stessa linea il direttore dell’Ufficio scolastico Acerra: “Al momento ci risulta da Alisa che circa il 90% del personale scolastico in Liguria sia vaccinato. Sono convinto che il fenomeno sarà abbastanza limitato, ma se dovesse succedere siamo pronti a chiamare i supplenti già dal primo giorno di assenza. Credo comunque che saranno casi sporadici”.

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