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Scienza

Scosse di terremoto nell’entroterra di Genova, la parola al geologo: “Fenomeno naturale”

Il commento di Alessandro Scarpati sui movimenti di questi ultimi giorni: La vera sfida? “La prevenzione”

Terremoto sismografo

Liguria. La terra trema. La terra trema sempre. Anche, e soprattutto, quando non percepiamo nulla. Sono diverse, in questi giorni, le (lievi) scosse di terremoto registrate sul territorio genovese e al largo della costa savonese.

Nell’immaginario collettivo, quando si parla di “scosse di terremoto” si pensa subito ad eventi imprevedibili, catastrofici e molto temuti. Ma le scosse, come quelle percepite nella nostra regione negli ultimi giorni, rappresentano davvero – e sempre – una minaccia? Oppure i dati registrati dai sismografi vanno letti in modo differente e caso per caso?

Lo abbiamo domandato al geologo Alessandro Scarpati: “Il fatto che la terra tremi è nella natura delle cose – spiega -. La spinta del continente africano sul continente europeo, che ha fatto nascere le Alpi e gli Appennini, continua. La terra si muove e rilascia energie. Le scosse come quelle registrate negli ultimi giorni nel genovese e nel savonese, in realtà, se vogliamo non rappresentano un fattore necessariamente negativo, anche perché aiutano a dissipare le pressioni all’interno della terra”.

Paradossalmente, quindi, è proprio il caso contrario quello che dovrebbe spaventarci di più: “È più preoccupante – precisa il geologo – quando ci sono lunghi periodi senza scosse. In quel caso è legittimo aspettarsi qualcosa. La nostra regione, a differenza del sud Italia, fortunatamente non è particolarmente a rischio. Qui ricordiamo tutti l’evento avvenuto nel febbraio del 1987 nell’imperiese. Quello fu un terremoto percepito in tutto il nord Italia”.

C’è un altro caso in cui, secondo Scarpati, è necessario iniziare a preoccuparsi: “Per esempio, quando abbiamo scosse di intensità più alta, concentrate nello stesso punto e nel giro di breve tempo. In presenza di una serie di eventi di questo genere possiamo sospettare che ci sia qualche ‘problema’. Ma questo non è di certo il caso delle scosse registrate nelle ultime ore nel savonese e nel genovese”.

Il punto è che forse iniziamo concretamente ad interessarci di terremoti e soprattutto di prevenzione solamente a disastro avvenuto. Anche perché, lo abbiamo detto, la terra non smette mai di tremare e i terremoti sono – oggi come oggi – un fenomeno ancora imprevedibile.

La scossa fa notizia quando viene percepita dall’uomo – racconta Scarpati -, ma in realtà ci basta una semplice applicazione sul nostro telefono per renderci conto che la terra trema continuamente”.

Ma un’arma per difenderci dai terremoti ce l’abbiamo. Si chiama prevenzione: “Nel nostro Paese sono ancora pochi gli edifici a norma – puntualizza l’esperto -. Dal 2004, quando crollò quella scuola in Molise, abbiamo una norma che impone l’obbligo di costruire rispettando le norme anti-sismiche. Quell’evento rappresentò un vero e proprio spartiacque che ha di fatto trasformato l’Italia in un Paese con criteri di costruzione antisismici”.

Il problema di oggi, che rappresenta anche una delle più importanti sfide moderne, non riguarda tanto le nuove costruzioni. Il vero allarme è quello che interessa tutti quegli edifici (pensiamo a quelli scolastici, ma anche a quelli istituzionali oltre che alle costruzioni private) costruiti prima, molto prima del 2004: “Per i privati – conclude Scarpati – ci sono dei bonus che consentono di migliorare o adeguare gli edifici a spese dello Stato, quindi a costo zero praticamente. Bisogna saper cogliere l’opportunità di poter rendere sicura la propria abitazione”.

Quindi, se da un lato è impensabile buttare giù e rifare tutti le costruzioni più a rischio, dall’altro lato è anche vero che esiste la possibilità di adeguare – o migliorare – i vecchi edifici alle nuove norme. È l’unica arma che attualmente possediamo per continuare a dormire sonni un po’ più tranquilli. Anche perché la terra trema e tremerà sempre. Sta tremando anche adesso.

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