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L'idea

Sansa lancia lo ‘sciopero dei jeans’: “Il comune ha preso i soldi dal fondo emergenze per finanziare l’evento”

L'appello del consigliere regionale: "Non indossiamoli dal 2 al 6 in segno di protesta"

sansa jeans

Genova. “Nessuno si metta i jeans dal 2 al 6 settembre, i giorni in cui il Comune ha organizzato la manifestazione Genova Jeans pagata con soldi pubblici”, così Ferruccio Sansa, capogruppo Lista Sansa in Regione Liguria, lancia la mobilitazione dei pantaloni, in segno di protesta contro la kermesse dedicata al tessuto più famoso e usato al mondo nato, parrebbe, proprio a Genova.

“Secondo le previsioni iniziale, infatti, la kermesse avrebbe dovuto costare costare 550mila euro – aggiunge Sansa – Ma la storia è ancora più incredibile perché comune sborserà 650mila euro, di cui 150mila presi dalla fondo di riserva, quello per le emergenze. Nel complesso Genova Jeans ci costerà 1.398.897,32 Euro, come ricordato da Alessandro Terrile, capogruppo del Pd in Comune”.

Un cifra importante che striderebbe con il contesto di crisi del momento: “Mancano i soldi per la cultura, per i teatri e per le scuole, per assicurare i medici bell’entroterra, per comprare apparecchi per la cura dei tumori e Bucci preferisce spenderli per questa iniziativa e si fa propaganda con i nostri soldi. Per questo noi dal 2 al 6 lanciamo lo sciopero dei jeans durante la durata della manifestazione”, conclude Sansa.

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