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Non solo cash

Riforme, il governo annuncia sanzioni agli esercenti che rifiutano il pagamento con Pos

La misura sarebbe legata al Recovery plan con l'obbiettivo di ridurre l'evasione

Generico agosto 2021

Roma. Per ora è poco più di annuncio e senza un orizzonte temporale particolarmente vicino ma la volontà è chiara: il governo vuole ridurre l’evasione fiscale e una delle strade per farlo è ridurre la circolazione del denaro contante. Ergo: campo libero all’uso dei pagamenti elettronici e quegli esercenti che non si metteranno al passo coi tempi potranno essere sanzionati.

“Non si accettano pagamenti con bancomat e carte”. “Pos fuori uso”. “No bancomat sotto i 5 o 10 euro”. Sono i classici cartelli affissi alle casse o ai muri dei negozi che potranno essere oggetto di “sanzione amministrativa effettiva”. Tanto più che sia a livello di commissioni sia per l’installazione dei più moderni sistemi Pos, anche digitali, le spese sono ridotte al minimo ormai da tempo.

Nei piani del governo – e in particolare nella road map del governo delle riforme legate al Recovery plan – la “propensione all’evasione” di tutte le imposte (tranne accise e Imu) nel 2024 “deve essere inferiore” del 15% rispetto al 2019.

Contro l’evasione si prevedono “incentivi mirati ai consumatori” e una spinta al digitale per portare a 2,3 milioni le dichiarazioni Iva precompilate entro giugno 2023 e a un +40% le “lettere di conformità” entro il 2024 (+30% di gettito).

Si punta inoltre a ridurre a 30 giorni (60 giorni per il settore della sanità) i tempi di pagamento della pubblica amministrazione entro fine del 2023.

Il governo Conte, per favorire l’utilizzo di bancomat e carte sul fronte soprattutto dei consumatori, aveva lanciato le iniziative del Cash Back, apprezzata da milioni di italiani ma sospesa dal governo Draghi, e della Lotteria degli scontrini, mai diventata di grande successo.

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