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Diritti

Referendum sull’eutanasia legale, a Genova una “risposta incredibile dai giovani”

Moltissime firme raccolte, dalla cellula locale dell’associazione Luca Coscioni l’impressione che “la gente sia pronta”

Generico agosto 2021

Genova. “Non ci aspettavamo una risposta del genere, è stato commovente vedere così tante persone, soprattutto giovani, avvicinarsi spontaneamente al banchetto, qualche ragazzino era persino minorenne e si è segnato il giorno della scadenza della petizione (il 30 settembre) sperando di avere compiuto nel frattempo 18 anni”. Jennifer Tocci, una delle responsabili della Cellula Coscioni Genova, è un fiume in piena.

L’entusiasmo – 10mila firme in Liguria, 5000 solo a Genova – è dovuto al successo che la campagna per la raccolta firme per un referendum sulla legalizzazione dell’eutanasia sta riscontrando in tutta Italia. Pochi giorni fa l’annuncio di Filomena Gallo e Marco Cappato, a nome del comitato promotore e dell’associazione Luca Coscioni: 500mile firme cartacee raggiunte, ovvero il limite minimo fissato dalla costituzione, e l’obbiettivo di arrivare a 750mila per mettersi al riparo da eventuali irregolarità, per depositarle entro fine ottobre e far svolgere il referendum nella primavera 2022.

Secondo Jennifer Tocci e i volontari dell’associazione negli ultimi anni la consapevolezza su queste tematiche è molto cresciuta anche grazie ai social. “Oggi non solo i politici ma anche gli influencer parlano di determinati argomenti e lo fanno con un linguaggio in grado di arrivare a una fascia di popolazione più vasta – racconta – quando ho iniziato a fare attivismo, ai banchetti si avvicinavano persone che avevano vissuto situazioni particolari ed erano per questo sensibilizzate, oggi c’è la consapevolezza che il fine vita, così come il testamento biologico, e i diritti individuali a esso legati, possono riguardare tutti, per tanti giovani che si avvicinano per firmare rendere l’eutanasia legale è semplicemente la cosa giusta da fare“.

Ultimamente la cellula Coscioni Genova è stata con i banchetti a Boccadasse e via XX Settembre, in calde giornate estive. Adesso l’associazione è impegnata anche all’organizzazione di uno sportello informativo sul tema del testamento biologico, in collaborazione di realtà come i Braccialetti bianchi o la Gigi Ghirotti, e con l’ausilio di professionisti, medici e avvocati, che prestano le loro competenze in forma volontaria.

I banchetti del referendum sono stati 3500 in tutta Italia dal 30 giugno a oggi. “L’impressione è che la gente oggi sia pronta – continua Tocci – che in molti aspettassero solo un modo per esprimere questa esigenza di libertà”. Non è un caso, forse, che a Genova si sia concluso il processo Trentini. La Corte d’Assise del capoluogo ligure ha confermato l’assoluzione per Marco Cappatp e per Mina Welby, accusati di aiuto al suicidio a Davide Trentini, deceduto in una clinica in Svizzera nell’aprile 2017, gravemente malato di sclerosi multipla.

Il referendum lanciato dall’associazione Luca Coscioni si propone di abrogare la prima parte dell’articolo 579 del codice penale che disciplina l’omicidio del consenziente (ovvero l’eutanasia). Nel frattempo in parlamento è allo studio una proposta di legge, in nessun modo legata all’iter del referendum, che mira all’articolo successivo che regola l’aiuto o l’istigazione al suicidio. Con un testo che non convince Marco Cappato e i promotori del referendum che chiedono, invece, che si parta dalla depenalizzazione dell’omicidio del consenziente.