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Sostenibilità

Parco nazionale di Portofino, Legambiente: “Sviluppo e beneficio per la collettività”

"Il parco nazionale non nasce per sottrarre ai territori le possibilità di governance e decisione sul loro futuro ma per fornire strumenti, anche economici, per accelerare e mettere in evidenza le qualità ambientali e i valori ecosistemici che vi sono contenuti, con benefici estesi per tutti"

Parco Portofino

Genova. “Da decenni si discute di come rendere evidente il rapporto tra costa ed entroterra, con quest’ultimo sempre penalizzato a livello di immagine e comunicazione. Centinaia di workshop, convegni e seminari dove unanime, trasversale e condivisa dai settori politico amministrativi a quelli produttivi, turistici, dell’artigianato e della cultura è sempre emersa con forza l’esigenza per uno sviluppo equo dei territori” – a dirlo in una nota Legambiente Liguria.

E continua: “Oggi, grazie ad una sentenza del TAR, questa possibilità diventa concreta e realizzabile con uno strumento di grande eccellenza e potenzialità, il Parco Nazionale di Portofino. Questo permette di unire davvero costa ed entroterra (compresa l’area marina protetta) dando la possibilità di coordinare l’immagine di una regione unica”.

In particolare il presidente Santo Grammatico afferma: “Il parco nazionale non nasce per sottrarre ai territori le possibilità di governance e decisione sul loro futuro ma per fornire strumenti, anche economici, per accelerare e mettere in evidenza le qualità ambientali e i valori ecosistemici che vi sono contenuti, con benefici estesi per tutti e cominciando ad aumentare la percentuale di aree protette che dovrebbe arrivare, come prevede la Strategia Europea sulla Biodiversità, al 30% entro il 2030».

Legambiente spiega che “il Parco non sottrae governance ai territori perché questi sono ampiamente rappresentati negli organi dirigenti, senza contare l’importante ruolo di mediazione che Regione Liguria può svolgere. Nello specifico gli organi saranno il Presidente, il Consiglio direttivo, la Giunta esecutiva, il Collegio dei revisori dei conti e la Comunità del Parco.

Il Presidente sarà nominato con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, d’intesa con il Presidente della Regione, nell’ambito di una terna proposta dal Ministro e composta da soggetti in possesso di comprovata esperienza in campo ambientale nelle istituzioni o nelle professioni, oppure di indirizzo o di gestione in strutture pubbliche o private”.

Grammatico inoltre che “non crediamo manchino le figure, a livello territoriale che potrebbero ricoprire tale ruolo e proponibili nella terna. Il Consiglio Direttivo è formato dal Presidente e da altri otto componenti nominati dal Ministro sentita la Regione. Tra gli otto, quattro sono designati dalla Comunità del Parco (che sono tutti rappresentanti degli enti locali)”.

E continua: “Il Consiglio direttivo elegge al proprio interno un vice presidente scelto tra i membri designati dalla Comunità del Parco ed una giunta esecutiva formata da tre componenti, compreso il Presidente, secondo le modalità e con le funzioni stabilite nello statuto dell’Ente Parco. In sintesi, quindi, i tre principali organismi che governano (Presidente, Giunta esecutiva e Consiglio direttivo) sono fortemente permeati dalla presenza degli amministratori local

Santo Grammatico inoltre ribadisce: “La narrazione di un Parco fatto di soli vincoli è sbagliata e falsa Un sistema di vincoli esiste già, per fortuna, ed è quello che impedisce di vedere sorgere ecomostri o scempi dovuti ad eccessi di cementificazione. Un parco nazionale, non impedisce nuove edificazioni, ristrutturazioni edilizie o la creazione di infrastrutture, le permette mettendo a sistema le norme, anche attraverso un Piano del Parco che dovrà essere elaborato e condiviso prima della sua approvazione, con l’ascolto della popolazione locale”.

E infine conclude: “Tra le cose positive che il nuovo Parco nazionale porterà saranno consistenti finanziamenti, aggiunge il Presidente di Legambiente Liguria, che saranno un volano per per la difesa e la qualificazione dell’agricoltura, per la manutenzione e il ripristino dei muretti e per la difesa dei campi dagli ungulati.
Aumenteranno infatti i finanziamenti per le infrastrutture che ne prevedono una difesa non cruenta e si potrà elaborare un Piano di gestione dei cinghiali che, in modo scientifico e selettivo, individuerà le priorità di intervento.

È arrivato il momento di evitare posizioni ideologiche e la creazione di fake news nei confronti di un Parco Nazionale che potrà rappresentare un biglietto da visita anche in funzione della candidatura a Capitale europea della cultura di questo territorio per il 2024”.