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Centrosinistra

Parco di Portofino, Pd: “Non si deve tornare indietro”

"Crediamo che ogni decisione sul futuro del Parco Nazionale non possa che partire dalla definizione dei nuovi confini ampliati"

parco  nazionale portofino

Genova. “Dopo anni di stallo di scarsissima volontà politica da parte di Regione Liguria è arrivata di recente la sentenza del Tar del Lazio, che ha imposto al Ministero della Transizione Ecologica di allargare i confini dell’area”. Simone D’Angelo, segretario della federazione PD Genova e Alessio Chiappe, segretario della federazione PD Tigullio, intervengono sulla questione del Parco di Portofino.

“Il ministro Roberto Cingolani, in applicazione della sentenza ha portato il Parco di Portofino da 1056 a 5363 ettari, inglobando undici comuni dai tre di partenza (Camogli, Portofino e Santa Margherita), così come in questi anni sostenuto da tante realtà ambientaliste, sociali ed economiche del territorio e dal Partito Democratico, con il prezioso lavoro del Sindaco di Camogli, Francesco Olivari, del Capogruppo in Consiglio Regionale, Luca Garibaldi e del Senatore Massimo Caleo. La reazione di Regione Liguria è stata di netta contrarietà, ed in questi giorni i Comuni interessati stanno formulando le loro osservazioni alla proposta ministeriale”, aggiungono.

“Domani si terrà un incontro tra Ministro, Regione Liguria ed i Sindaci dei Comuni. Auspichiamo che da quel momento di confronto possa derivare l’apertura di un concreto percorso condiviso tra Istituzioni, associazioni ambientaliste, mondo economico e mondo della cultura che delinei non soltanto i confini del Parco ma un modello di sviluppo delle potenzialità del Parco Nazionale. Potenzialità che crediamo, leggendo alcune delle dichiarazioni di questi giorni, non siano state comprese”, dicono D’Angelo e Chiappe.

“Tra le più recenti proposte emerse, citiamo quella formulata da Donatella Bianchi del WWF, ovvero di allargare i confini utilizzando il mare, cioè fondendo Parco Regionale attuale di Portofino e Area Marina Protetta di Portofino, che peraltro è già nazionale. Tale idea, pur valida perché punta ad unire terra e mare in un unico sistema, ha il forte limite di non modificare l’estensione territoriale, non cogliendo così l’occasione di fronte a noi, anche alla luce delle risorse mobilitate dal PNRR che possono creare un’occasione unica per lo sviluppo dell’area”, sottolineano dal PD.

“Crediamo che ogni decisione sul futuro del Parco Nazionale non possa che partire dalla definizione dei nuovi confini ampliati che vedano coinvolti gli 11 Comuni interessati, per dare un respiro ampio a un progetto che preveda anche la possibilità di una più forte unione tra area terrestre e area marina. Il Partito Democratico continuerà ad impegnarsi per il raggiungimento di questo obiettivo. Lo farà con convinzione, con i suoi Circoli Territoriali e i suoi Amministratori, al fianco di tutte le realtà che credono nella necessità di raggiungere questo obiettivo”, concludono dal Pd.

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