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Ipotesi

Obbligo vaccinale, il costituzionalista Celotto: “Far pagare le cure a chi non si vaccina”

Intanto il governo è al lavoro per estendere il green pass anche per pubblica amministrazione, luoghi di lavoro e trasporto pubblico locale

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Roma. Obbligo vaccinale per tutta la popolazione o almeno per gli over 50, è questa una delle ipotesi al vaglio del Governo che punta a raggiungere e superare quota 80% di italiani con almeno una dose di vaccino entro la fine di settembre. E se questo non accadrà, non è da escludere che la vaccinazione possa non essere più una scelta. Prima, però, l’esecutivo cercherà di utilizzare altre “armi” per convincere coloro che ancora sono scettici.

Dopo aver imposto il vaccino al personale sanitario e aver introdotto il green pass obbligatorio per scuola, università e trasporto a lunga percorrenza, infatti, il prossimo passo sembrerebbe quello di estendere l’obbligo del certificato verde anche ai dipendenti della pubblica amministrazione. Un provvedimento su cui da tempo preme il ministro Renato Brunetta, il cui obiettivo è ritornare al lavoro in presenza abbandonando lo smart working.

Ma non solo, da ottobre il green pass potrebbe diventare obbligatorio anche per luoghi di lavoro e trasporto pubblico locale. Mosse che servirebbero per accelerare la campagna vaccinale il cui ritmo, come segnalato dall’Oms, “nelle ultime sei settimane è calato del 14%”, con il rischio “da qui a dicembre di altri 236 mila morti a causa del Covid in Europa”.

Successivamente, nel caso i provvedimenti non bastassero a raggiungere una percentuale di vaccinati soddisfacente, la decisione potrebbe essere quella di rendere l’iniezione obbligatoria per tutti o almeno per le fasce più a rischio. Una scelta che troverebbe l’accordo di Forza Italia, Italia Viva e Partito Democratico, ma non della Lega e nemmeno del Movimento 5 Stelle, con Matteo Salvini e Giuseppe Conte che si dicono non favorevoli all’obbligo vaccinale.

Ma nel caso estremo in cui il Governo decidesse di introdurre l’obbligo che – come sottolineato dal ministro Roberto Speranza – per ora rimane “una soluzione da valutare in futuro”, quali potrebbero essere le sanzioni in cui potrà incorrere chi non si vaccina? Secondo il costituzionalista e docente di Diritto costituzionale all’Università Roma Tre, Alfonso Celotto, “si potrebbe pensare di introdurre la sanzione di far pagare le cure a chi non si vaccina e si ammala di Covid”.

Da escludere invece l’arresto, “le sanzioni più comuni nel nostro sistema sono quelle penali, ma mi sembrano spropositate in questo caso”, oppure la multa, “questa può essere plausibile, ma c’è uno svantaggio: alla fine paghi la multa, ma non sei comunque vaccinato”, ha spiegato ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” su Radio Cusano Campus.

E in generale sull’obbligo del vaccino anticovid, il prof. Celotto ha evidenziato: “In Italia esiste solo per i sanitari. Il problema di obbligare ai vaccini è un problema vecchio. Gli obblighi vaccinali esistono, quelli dei bambini ad esempio, la Corte Costituzionale li ha dichiarati legittimi, quindi lo spazio c’è. Certo, va capita anche la portata sociale del provvedimento, il governo deve ragionare anche su come verrebbe preso dalla popolazione”. E poi ha concluso: “Quando si tratta di vaccini in questo Paese è difficile ragionare, è un po’ come quando si parla di calcio“.