Quantcast
Vittime

Morirono nel crollo del Morandi, venerdì le targhe in memoria dei lavoratori Aster e Amiu

Alessandro Campora, Mirko Vicini e Bruno Casagrande stavano svolgendo il loro lavoro quando il viadotto crollò. Le targhe nei giardini sotto al nuovo ponte San Giorgio

parco giochi sotto ponte

Genova. Bruno Casagrande, Mirko Vicini, Alessandro Campora: sono i tre dipendenti delle partecipate comunali Amiu (Vicini e Casagrande) e Aster (Campora) che morirono a seguito del crollo del ponte Morandi, il 14 agosto 2018, mentre stavano svolgendo il proprio lavoro.

Questo venerdì 3 settembre alle 19.30 alla “radura della memoria“ in via Fillak, sotto il nuovo viadotto Genova San Giorgio, saranno scoperte due targhe in loro ricordo. Oltre ai parenti delle vittime del crollo e a rappresentanti di Aster e Amiu ci sarà anche il sindaco di Genova Marco Bucci.

Sono stati i familiari dei tre uomini deceduti a chiedere che questo momento fosse tenuto separato dalla commemorazione del 14 agosto, per avere maggiore raccoglimento.

L’intitolazione delle targhe era stata votata a maggioranza dal consiglio comunale nell’agosto 2020, che aveva approvato una mozione proposta dalla Lega.

Le storie di Campora, Vicini e Casagrande sono quelle di tre lavoratori e infatti nel giorno dei funerali di Stato, alla Fiera di Genova, i colleghi avevano tributato loro l’ultimo saluto in divisa.

Le storie. Alessandro Campora, lavoratore Aster, aveva 55 anni e si occupava di manutenzioni. Viveva a Livellato, nell’entroterra. Gli mancava un mese alla pensione. Bruno Casagrande, 57 anni, e Mirko Vicini, 31 anni, erano precari di Amiu: avevano firmato a luglio 2018 un contratto stagionale. Casagrande aveva lasciato moglie e due figli. Vicini, il cui corpo venne estratto per ultimo dalle macerie, era molto legato alla madre, Paola, tra le figure più attive del comitato Ricordo vittime ponte Morandi.