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Le terapie intensive si riempiono di 60enni non vaccinati, Toti: “Non rischiamo la zona gialla”

Vicina la soglia critica di occupazione, ma non basta per lasciare la zona bianca. La Liguria resta maglia nera per immunizzati nella fascia 60-69 anni

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Genova. L’identikit è piuttosto chiaro da diversi giorni: tutti non vaccinati o in attesa della seconda dose, età media di poco superiore ai 60 anni, perlopiù uomini. Sono questi i pazienti positivi al coronavirus che si ammalano di Covid in forma grave e gradualmente stanno andando a riempire i posti letto in terapia intensiva avvicinando la Liguria a una delle soglie critiche per l’uscita dalla zona bianca. Un parametro che da solo non basta per tornare alle restrizioni, ma che indica una tendenza preoccupante in vista delle prossime due settimane.

Secondo l’ultimo rapporto di Agenas, con 15 pazienti Covid in terapia intensiva la Liguria è al 7% di occupazione, confermandosi la regione peggiore dopo la Sardegna che ha già superato il limite attestandosi all’11%. In area medica, invece, i 51 positivi ricoverati occupano solo il 3% dei posti disponibili e questo dato al momento tiene la Liguria abbastanza lontana dalla zona gialla. Ciò che si teme è un’improvvisa impennata delle ospedalizzazioni sulla base dell’andamento dei contagi dell’ultima settimana, anche se attualmente la curva – come aveva spiegato il direttore generale di Alisa Filippo Ansaldi – ha raggiunto una fase di plateau.

Cosa prevede infatti il decreto-legge dello scorso 23 luglio? Se l’incidenza settimanale si mantiene sotto i 50 casi ogni 100mila abitanti, si resta sempre e comunque in zona bianca. Sopra i 50 casi basta rispettare uno di questi due parametri: occupazione delle terapie intensive inferiore o uguale al 10%, occupazione dell’area medica inferiore o uguale al 15%. Solo se entrambe le soglie vengono infrante si passa in zona gialla. In base allo stesso criterio, per entrare in zona arancione, quando si superano i 150 casi ogni 100mila abitanti, bisogna sforare sia il 20% in terapia intensiva sia il 30% in area medica. Oltre il 30% in terapia intensiva e il 40% in area medica (entrambi superati), scatta la zona rossa.

L’incidenza in Liguria ad oggi è intorno ai 60 casi ogni 100mila abitanti, con picchi oltre i 100 casi nell’Imperiese. “I numeri non sono tali da rischiare la zona gialla – ha chiarito il governatore Giovanni Toti durante una diretta Facebook per fare il punto sull’emergenza e sulle vaccinazioni -. Che si verifichino tutte e tre le condizioni lo ritengo improbabile. Non c’è nessun rischio per la Liguria, si può venire a fare turismo, ma se tutti siamo prudenti nessuno si fa male e la sanità regge meglio l’urto. Ricordiamo che, se non avessimo avuto il 65% di persone vaccinate, oggi gli ospedali esploderebbero come nella seconda e nella terza ondata. Al netto delle ca**ate che sento dire in giro l’unica cosa che ci tiene lontani da ospedali sono vaccini”.

Ma a rimpinguare i reparti, come dicevamo, sono soprattutto gli over 50 ancora privi di copertura vaccinale completa. E non a caso la Liguria continua a vantare un primato negativo a livello nazionale: la quota più bassa di vaccinati a ciclo completo (68,91%) nella fascia 60-69 anni. Tra le più basse anche la percentuale di immunizzati nella fascia 50-59 anni, il 64,13%. Significa in pratica che un terzo della popolazione tra i 50 e gli 70 anni al momento non è protetta dalle conseguenze gravi del Covid, tenuto conto che la variante Delta (che ormai ha una diffusione totale anche nella nostra regione) “buca” molto più facilmente la prima dose di vaccino.

Ed è anche per questo che la Liguria sta correndo ai ripari per accelerare il più possibile con la campagna. Da oggi è possibile anticipare liberamente l‘appuntamento per la seconda dose rispettando i tempi minimi previsti per ciascuna tipologia. Inoltre dal 23 agosto in tutti gli hub si apriranno linee di vaccinazione a presentazione, senza bisogno di prenotare, dedicate prioritariamente al personale scolastico che da settembre avrà bisogno del green pass per lavorare, come stabilito dall’ultimo decreto del governo Draghi.

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