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I torrenti genovesi sono già una giungla: ecco il piano di Aster per la pulizia degli alvei fotogallery

L'allarme del presidente Ferrante: "Non basta togliere la vegetazione, serve la riprofilatura". Primi interventi a fine agosto, ecco dove saranno

I torrenti genovesi sono già una giungla: la situazione del Bisagno e del Fereggiano

Genova. Il copione si ripete ogni estate: con l’arrivo di agosto cresce la preoccupazione per gli alvei dei torrenti genovesi che d’estate si svuotano d’acqua ma si arricchiscono di vegetazione e detriti potenzialmente pericolosi in caso di piena. Come il Bisagno, che nel tratto a monte della ferrovia presenta già una discreta foresta di canne sul lato di via Moresco e numerosi arbusti che spuntano nel centro del greto. Ma da parte di Aster arriva la rassicurazione: il piano di pulizia è pronto a partire per la fine di agosto e comprende interventi già programmati in diverse zone della città.

“Molti sono gli interventi di taglio della vegetazione infestante in alveo che prima non era possibile eseguire perché la vegetazione nel frattempo sarebbe ricresciuta, senza contare che in piena estate avremmo interferito con la conservazione della fauna in alveo come germani, aironi e fagiani – spiega l’azienda -. Segnaliamo inoltre che riprendono, dopo la pausa estiva, anche i cantieri di lavori strutturali per il miglioramento della defluenza idrica, lavori non di grande visibilità perché spesso effettuati in sotterraneo, ma necessari per la sicurezza del transito sopra le tombinature”.

Nella prima tranche di interventi previsti dal settore Rivi Aster c’è l’eliminazione della vegetazione infestante nei torrenti Bisagno e Chiaravagna, oltre allo sgombero del terzo fornice della copertura alla foce del Leira. Sul torrente Cerusa verrà demolita una passerella pedonale. Poi, tutta una serie di interventi minori: in Valpolcevera verrà svuotata la vasca di decantazione del rio Fulle a Pontedecimo e verrà pulito il tratto di alveo a cielo aperto, a Pra’ verrà pulito il fosso di guardia in via Salvemini, in Valbisagno sono in programma lo sgombero delle vasche di via di Pino e il ripristino della tombinatura del rio Preli, a Borzoli sarà migliorata la defluenza del rio Zoagli presso via Purgatorio, ad Apparizione verranno sgomberate le vasche di via Lanfranco.

Ulteriori interventi saranno fissati per il mese di ottobre, ma il programma non è ancora stato concordato con gli uffici del Comune e verrà stilato nei prossimi giorni.

A lanciare l’allarme nelle scorse settimane, anche attraverso una lettera indirizzata al Comune lo scorso 26 luglio, era stato il presidente del Municipio Bassa Valbisagno Massimo Ferrante, che insiste da anni con lo stesso concetto: “Non basta togliere la vegetazione, è necessario procedere a una vera e propria riprofilatura degli argini. L’ultima volta che è stata fatta era il 2015, quando il 23 agosto per 12 centimetri abbiamo evitato che l’acqua uscisse dalle sponde a Borgo Incrociati. Teniamo conto che lo scolmatore del Bisagno è fermo alle opere propedeutiche, quindi abbiamo sempre lo stesso livello di rischio”.

Ma sui social corrono anche le foto del Fereggiano, affluente del Bisagno, protagonista dell’alluvione del 2011 e in parte del 2014, messo al sicuro dallo scolmatore nel tratto a monte ma non in quello a valle di largo Merlo. Nel punto in cui il rio era esploso facendo sei vittime nell’omonima via di Marassi, la vegetazione cresce indisturbata e raggiunge ormai il secondo livello di guardia dipinto sull’argine.

L’autunno è abbastanza lontano, ma la storia recente ha dimostrato che le piene improvvise non guardano il calendario: spesso capita che le piogge torrenziali iniziano a colpire la città anche prima di settembre, come nel caso ricordato da Ferrante. Preoccupazioni indotte anche dagli effetti del cambiamento climatico che costringono a mantenere un’attenzione maggiore rispetto al passato.

“Va detto altresì che dobbiamo gestire un pesante bagaglio: nei decenni precedenti infatti spesso si è costruito non tenendo in debito conto l’importanza dello spazio necessario per permettere la defluenza di intensi acquazzoni che fanno improvvisamente ingrossare i nostri corsi d’acqua a regime torrentizio – conclude Aster -. Noi ci stiamo impegnando come azienda, con le risorse a disposizione, per mantenere e facilitare il raggiungimento dell’acqua meteorica al mare con interventi mirati e puntuali su tutto il territorio cittadino”.

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