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Confusione

Genova Jeans, il budget scende a 820mila euro. Piciocchi: “Renderemo conto di tutto alla fine”

Le slide in commissione contraddicono la delibera della giunta regionale. Terrile (Pd): "I conti non tornano"

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Genova. Sarebbe di 820mila euro, e non di 1,2 milioni come risulta da una delibera della giunta regionale, il budget per la manifestazione Genova Jeans in programma dal 2 al 6 settembre, finora sotto i riflettori non tanto per i contenuti proposti quanto per le polemiche tra maggioranza e opposizione (fino al tormentone dello “sciopero dei jeans” proposto da Sansa) che hanno dato origine oggi a una commissione comunale sul tema. A rispondere alle domande dei consiglieri, sottolineando più volte l’importanza dell’iniziativa per la promozione di Genova e il rilancio della zona di Prè, gli assessori della giunta Bucci Piciocchi, Bordilli e Gaggero e la presidente del comitato promotore, Manuela Arata, che è anche proprietaria del marchio che contraddistinguerà l’evento.

Secondo le slide presentate durante la commissione, le spese saranno coperte solo per 180mila euro dal Comune di Genova, mentre la maggior parte arriverà da un contributo dell’Ice (Istituto di commercio estero, un’agenzia che fa capo al ministero dello Sviluppo economico) di 470mila euro. Il resto verrà finanziato da sponsor privati (Compagnia di San Paolo ed Esselunga 50mila a testa, Costa Crociere 20mila) e da bigliettazione e merchandising (50mila euro).

La voce più consistente riguarda mostre, eventi e animazioni per 470mila euro, 80mila per “ideazione, coordinamento e organizzazione” e altrettanti per “personale, amministrazione e sicurezza”. Le spese di comunicazione sono ripartite in 40mila euro per la produzione e 80mila euro per la “comunicazione internazionale post-produzione”, alla quale si aggiungono altri 25mila per personale, manutenzioni e amministrazione fino al 31 dicembre e 45mila per attività di programmazione della futura edizione 2022.

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Dunque è stata smentita l’informazione per cui 120mila euro sarebbero stati spesi per il sito web e 100mila per un video promozionale. “Si tratta di fake news – ha accusato l’assessore al Bilancio Pietro Piciocchi -. Sono cifre non approvate e condivise dall’amministrazione, ma non mi risultano nemmeno proposte”. La presidente Arata ha risposto che “per il sito non è stato speso niente” mentre per il video “sono stati spesi finora 58mila euro con una casa di produzione che ha avuto candidature all’Oscar”.

“A una settimana dall’avvio della manifestazione, non c’è ancora trasparenza sui costi di Genova Jeans – accusa Alessandro Terrile, capogruppo del Pd -. Nonostante le ripetute richieste depositate già da inizio agosto, i documenti ufficiali non sono stati messi a disposizione dei consiglieri comunali”. Secondo Terrile “i conti non tornano. Nella voce entrate il contributo a carico del Comune sarebbe di Euro 180mila. Ma due delibere di giunta comunale, la n 301 del 24 dicembre 2020 e la 179 del 14 luglio 2021, stanziano già complessivi 500mila euro. Senza contare i 150mila euro stanziati con la delibera di giunta comunale 177 dell’8 luglio 2021 necessari a ristrutturare il quarto piano dell’edificio Metelino”.

Perché queste discrepanze? “C’è stata un’evoluzione del budget, nulla di strano – replica Piciocchi -. Il contributo di Ice è stato formalizzato solo il 4 agosto, l’amministrazione aveva dovuto impegnare risorse superiori a quelle che riteniamo necessarie. A fine evento valuteremo se recuperarli o lasciarli al comitato promotore a fronte di un piano di sviluppo futuro. Tutta la spesa sarà giustificata al termine, ora le spese sono ancora in corso di definizione, ci sono trattative in piedi. Sono fiducioso che i numeri saranno quelli che abbiamo citato”. Per quanto riguarda la ristrutturazione del Metelino, edificio in Darsena che ospiterà una parte degli eventi e in prospettiva il museo del jeans in pianta stabile, “abbiamo stanziato 130mila euro che comprendono anche il mercato dello Statuto”, ha precisato Piciocchi.

“Dalla commissione è emerso che il marchio Genova Jeans rimane di proprietà di un soggetto privato, il comitato promotore, nonostante la generosità degli enti pubblici che finanziano per oltre l’80% la manifestazione – prosegue Terrile -. È stato peraltro confermato che alcuni dei soci promotori sono anche fornitori di Genova Jeans. È inoltre stato chiarito che, nonostante siano state invitate tutte le principali aziende produttrici, alla kermesse parteciperanno solo Diesel e Candiani. È difficile comprendere come, a fronte di un moltiplicarsi del budget di una kermesse il cui costo era stimato a dicembre 2020 in 550mila euro, si siano considerevolmente ridotti i contributi provenienti da sponsorizzazioni e soggetti privati. Non è solo il preventivo faraonico a preoccupare, ma soprattutto la fuga degli investitori privati. Che vuol dire una limitata attrattività dell’evento, i cui costi rimarranno a carico dei cittadini genovesi”.

“Leggo ora un ennesimo comunicato del gruppo del partito democratico che nuovamente accusa la giunta comunale di scarsa trasparenza nella gestione dei conti dell’evento di Genova Jeans, nonostante che oggi, nel corso di una commissione consiliare durata quasi 5 ore, ben quattro assessori, compreso il sottoscritto, nonché la direttrice della manifestazione, abbiano fornito, in modo analitico ed articolato, tutte le risposte ai punti sollevati dalle opposizioni – ha replicato ulteriormente Piciocchi su Facebook -. Il contenuto di questo comunicato, peraltro, è stato postato sul profilo del consigliere Alessandro Terrile prima che la commissione si concludesse e che la giunta avesse ultimato le risposte, fatto che mi ha rattristato e che, mio malgrado, ho dovuto stigmatizzare in Commissione (e non sarei tornato più sull’argomento se non avessi dovuto assistere, questa sera, all’ennesimo, ormai stucchevole, attacco). La sensazione, spero di sbagliarmi, è che tale comunicato fosse già preparato e che ci sia una pregiudiziale negativa a prescindere su questa manifestazione, cercando ansiosamente ed a tutti i costi, ogni pretesto, cavillo, formalismo per sollevare obiezioni e delegittimarla. Andremo avanti comunque, cogliendo ogni opportunità per promuovere il valore della nostra Città, che è grande, con progetti innovativi ed audaci”.

Intanto, dopo la volontà di ritirarsi annunciata da alcuni artisti che avrebbero dovuto partecipare alla mostra al Metelino, è la consigliera regionale Selena Candia della lista Sansa a passare all’attacco: “Gli artisti, cui va il nostro sostegno, hanno ritirato le opere che avevano donato alla manifestazione pagandosi pure le spese di trasporto, perché “nel milione e passa di euro spesi per Genova Jeans evidentemente non c’era alcuna intenzione da parte del Comune di pagarle. Davanti a una manifestazione che trabocca di denaro pubblico di Comune e Regione (che non si capisce bene come è stato e come verrà speso) ci vuole una bella faccia per chiedere ai ragazzi di lavorare gratis in cambio di vestiti e pranzo, specie quando gli organizzatori si deliziano con la cena di gala. Per evitare episodi come questo, avevamo chiesto alla Regione di istituire un tavolo permanente sulla cultura, anche con l’obiettivo di individuare le priorità nella gestione dei fondi e assicura maggiore trasparenza. Ci è stato detto di no. Ma si sa, i soldi non sono per tutti: per alcuni ci sono sempre, per altri (come gli artisti e i giovani) non si trovano mai”, conclude Candia.

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