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Contro mossa

Diga Perfigli, scatta il vincolo per il ‘seggiun napoleonico’: sospese le demolizioni fotogallery

Avviate le pratiche per l'avvio del procedimento di vincolo paesaggistico

Lavagna. La soprintendenza per i beni paesaggistici della Liguria ha firmato in queste ore l’avvio completo di procedimento vincolo paesaggistico che sospende di fatto tutte le demolizioni previste dal cantiere per la diga Pefigli fino al completamento del procedimento previsto all’inizio di settembre.

La pratica è stata avviata dopo il pressing di Italia Nostra, affiancata da attivisti e cittadini che in questi giorni stanno presidiando l’area cantiere per la costruzione della grande diga di terra sorta a sorpresa la scorsa settimana.

“Poiché inizialmente tale istanza non sembrava aver prodotto alcun effetto, nel giugno di quest’anno, Italia Nostra Sezione Tigullio ha sollecitato nuovamente l’avvio del suddetto procedimento chiedendo inoltre che il Ministero della Cultura e la Soprintendenza intervenissero cautelativamente, a tutela dei valori che rischiano di essere per sempre compromessi, ritenendo tale sospensione doverosa in considerazione anche del fatto che l’intervento progettato rientra in parte nei limiti di 150 mt. dalla sponda dell’Entella, sicché interessa una parte dell’area sottoposta a vincolo ex lege, ai sensi dell’art. 142 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, anche a prescindere dall’avvio e dalla conclusione del procedimento di cui all’art. 138 del medesimo Codice”.

Questo è quanto scrive Italia Nostra in un comunicato stampa di questa mattina: “Abbiamo inoltre formalmente diffidato la Città Metropolitana dal dare avvio ai lavori prima di ogni definitivo pronunciamento della Soprintendenza circa il vincolo in questione, anche in considerazione del fatto che l’eventuale interruzione di lavori già avviati che dovesse rendersi necessaria rischierebbe di lasciare il territorio, oltre che con una grave ferita paesaggistica, privo di un’antica opera, il famoso “Seggiun” napoleonico) che ha comunque protetto Lavagna per oltre 200 anni”.

La Città Metropolitana appare fino ad oggi sorda a tale monito. Tale vuoto di tutela non appare, oggi, giustificabile considerato il grandissimo valore paesaggistico e storico, nonché il valore estetico e di difesa degli aspetti identificativi del territorio e delle tradizioni locali, che il corso dell’Entella rappresenta. Si tratta di area preziosa e, tuttavia, inserita in un contesto fortemente urbanizzato e perciò connotata da particolare fragilità e meritevole di particolare tutela, che rappresenta una vera e propria oasi non solo paesistica ma anche ambientale, la cui salvaguardia è esigenza primaria”.

“La perdita di quest’area o la sua compromissione attraverso interventi che, in assenza del vincolo richiesto, non tenessero adeguatamente conto della sua centralità nella strutturazione del paesaggio locale e della sua rilevanza storico-culturale – conclude la nota – comporterebbero un danno inaccettabile ed irreparabile per il territorio. A questo punto non resta che augurarci che prevalga infine il buon senso, confidando nell’operato della Soprintendenza e nel fatto che le reali esigenze del nostro incantevole ma fragile territorio siano finalmente poste in primo piano”

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