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Prova del nove

Con la Coppa Italia il ritorno dei tifosi allo stadio, forze dell’ordine “in campo” contro il rischio No green pass

Stamani comitato dell'ordine pubblico e sicurezza in prefettura, si è discusso anche di movida. Ancora un'incognita i controlli del certificato verde in bar e ristoranti

polizia stadio

Genova. In attesa del campionato di serie A, la gestione del ritorno dei tifosi allo stadio fa le prove generali con le sfide di Coppa Italia dei prossimi giorni. Il Genoa scende in campo venerdì 13 agosto alle 18 contro il Perugia mentre la Sampdoria se la vedrà contro l’Alessandria lunedì 16 agosto alle 21.

E anche se il fatto che le partite saranno trasmesse “in chiaro” in tv, che il prezzo del biglietto alla non modica cifra di minimo 20 euro e che le gradinate nord e sud saranno chiuse per lavori, potrebbe scoraggiare più di un supporter le forze dell’ordine sono però sull’attenti. Il timore è dato dalla possibile presenza di tifosi ”no green pass”, persone che non sono in possesso del certificato o che non hanno intenzione di mostrarlo.

Si è occupato di come gestire la serata e organizzare i controlli il comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza che si è svolto questa mattina in prefettura a Genova, tra istituzioni locali e forze dell’ordine. Polizia, carabinieri e polizia locale saranno a presidio e di supporto agli steward del Ferraris per potenziare i controlli ai tornelli.

Per entrambe le partite i biglietti sono acquistabili soltanto sul sito di TicketOne e saranno riservati solamente ai possessori di abbonamento e tessera della stagione sportiva 2019/20 senza possibilità di cambio di utilizzatore.

Per accedere allo stadio – dai 12 anni in su – sarà obbligatorio presentare, il documento d’identità, il biglietto stampato su carta (non basta averlo scaricato sul cellulare) e il green pass (dai 12 anni in su). Green pass che si ottiene con vaccino, tampone negativo e certificato di guarigione.

L’ingresso allo stadio sarà obbligatorio con mascherina che andrà indossata per tutta la durata dell’evento. Prima di entrare i tifosi dovranno farsi misurare la temperatura. Tra le altre regole da rispettare, il divieto di introdurre striscioni e bandiere, sedersi nel posto assegnato senza alzarsi in piedi, rispettare la distanza minima di sicurezza di un metro, consumare cibi e bevande solo seduti al proprio posto. Tutte situazioni molto difficili da rispettarsi all’interno di uno stadio e durante una partita di calcio, come tutto il mondo ha potuto osservare nel caso dei match degli europei.

Durante il comitato dell’ordine pubblico e sicurezza di stamani si è parlato anche di movida e di centro storico. “Bisogna essere ancora più duri, fare ancora di più – ha detto il sindaco di Genova Marco Bucci uscendo dalla riunione – il problema dello spaccio resta una priorità assoluta, si tratta di concentrare ancora di più le forze a disposizione su questo frangente”.

Non si è parlato, invece, se non in modo molto generico dei controlli legati all’obbligatorietà del green pass nei bar e nei ristoranti, così come nelle palestre, nelle piscine e nei musei. “L’impressione è che ci siano stati diversi passi indietro – commenta l’assessore alla Sicurezza del Comune Giorgio Viale – aspettiamo la circolare del Viminale per capire chi dovrà controllare cosa”. Il nodo è quello della privacy: i gestori dei locali possono, infatti, controllare il green pass ma non il documento di identità e questo rischia di vanificare l’utilità del certificato stesso.

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