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Comune parte civile a processo contro Aspi? La minoranza attacca: “Bucci non vuol dare fastidio”

Le nuove critiche sono legate alla mancata convocazione di un consiglio comunale sul tema entro i tempi previsti

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Genova. “Per non dare fastidio ad Autostrade Bucci sospende la democrazia consiliare”, lo scrivono i gruppi di minoranza in consiglio comunale – tutti fuorché Italia Viva – quando mancano pochi giorni al terzo anniversario dalla tragedia di ponte Morandi e poche ore allo scadere del termine per la convocazione del consiglio comunale chiesto dall’opposizione per discutere della costituzione di parte civile del Comune nel processo penale per il crollo del viadotto.

“Consideriamo particolarmente grave che in violazione dello statuto comunale la maggioranza di centrodestra abbia deciso di non convocare il consiglio comunale richiesto dalle minoranze”, scrivono Pd, M5s, Lista Crivello, Chiamami Genova e gruppo Misto. In base allo statuto la seduta avrebbe dovuto svolgersi entro il 12 agosto e quindi convocata in queste ore.

“La decisione conferma l’opacità dei rapporti tra giunta comunale e Autostrade per l’Italia, e rafforza l’idea che nonostante gli annunci del sindaco, il Comune non intenda costituirsi parte civile – attaccano dalla minoranza – la decisione di non convocare il consiglio comunale, facendosi scudo di improbabili interpretazioni di inammissibilità, è una vera e propria sospensione della democrazia consiliare, a tutela della quale chiediamo l’intervento del Prefetto di Genova”.

Il presidente del consiglio comunale Federico Bertorello risponde in una nota: “Nessuna violazione delle regole democratiche, ma solo strumentalizzazione politica delle minoranze nella richiesta di un Consiglio comunale monotematico perché il Comune di Genova si costituisca parte civile nel processo sul Ponte Morandi. Il documento allegato alla richiesta della convocazione straordinaria del Consiglio comunale, come sottolineato anche dal Segretario generale, è inammissibile. Non c’è stata alcuna presa di posizione della maggioranza: ho deciso di attenermi all’interpretazione data dal parere tecnico che stabilisce infatti che non si può vincolare l’Ente, tramite un voto in Consiglio, a un comportamento processuale senza che ci siano noti tutti i presupposti giuridici e fattuali”.