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Caos autostradale, lista Crivello: “Pandemonio Genova, non modello”

"Cosa potesse accadere era purtroppo facilmente prevedibile e allora non era possibile, con interventi temporanei, evitare questa tragica disorganizzazione?"

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Genova. “Non amiamo le polemiche ed evitiamo quindi di commentare i post di Giovanni Toti: “Pensiamo alle vittime del Morandi quando siamo in coda” o le dichiarazioni di autostrade riferite ai lavori nelle gallerie: “Erano malate, le ricostruiamo a tempo di record”. Ciò che più ci preme è richiamare le istituzioni nazionali, regionali e comunali ad un ruolo dal quale non si possono sottrarre!” a dirlo in una nota diffusa il gruppo consiliare Lista Crivello.

E continua: “Naturalmente cosa potesse accadere era purtroppo facilmente prevedibile e allora non era possibile, con interventi temporanei, evitare questa tragica disorganizzazione?
La parola che più si pronuncia è: ”RISTORI”. A metà giugno tutti sapevano, ma nessuno ha preso decisioni o esaminate le varie soluzioni, uscendo dagli schemi tradizionali. Ad esempio l’incremento dei Treni Regionali e Intercity, i servizi di navettamento, il potenziamento del personale e dei mezzi, la gratuità straordinaria per i passeggeri, il trasporto delle merci con l’utilizzo di treni speciali, tariffe azzerate, navettamento sugli interporti, Safety car e corridoi orari per le merci, i traghetti e le persone, strade alternative per chi viaggia sulla gomma. Scelte non facili ma fondamentali.

Il gruppo consiliare inoltre spiega: “Pur consapevoli della complessità di tali ipotesi ancora una volta, paradossalmente, ci siamo ritrovati con i programmi intoccabili di Autostrade e Ferrovie che addirittura ha tagliato i treni regionali. Governo, Regione e Comune a rimpallarsi le responsabilità mentre le attività commerciali e turistiche, i cittadini e tutti quelli che amavano la Liguria, stanno vivendo una realtà per alcuni versi paragonabile al post crollo del Ponte Morandi.

E infine conclude: Il primo porto e la sesta città metropolitana d’ Italia nel caos, e in questa circostanza il “Modello Genova” potrebbe essere definito come una sorta di “Pandemonio Genova”. La priorità assoluta resta la sicurezza e abbiamo ben chiare le responsabilità storiche di chi doveva garantirla, tuttavia ribadiamo quindi che le istituzioni locali devono oltre che ad impegnarsi in prima persona, pretendere dal Governo azioni di carattere eccezionale che salvaguardino i liguri e i genovesi, gli utenti, i lavoratori e le aziende”.

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