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Bottaro (Asl 3): “Pronti per la terza dose a ottobre”. E spunta l’ipotesi del vaccino a scuola

Il direttore generale: "Ragioniamo su un'ulteriore offerta, ma dovrà essere di nicchia". Il nuovo hub in centro entro inizio novembre

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Genova. “Nel momento in cui ci sarà da somministrare la terza dose, immaginiamo a ottobre-novembre, noi siamo pronti“. Lo assicura il direttore generale dell’Asl 3 genovese, Luigi Carlo Bottaro, facendo il punto sulla campagna di immunizzazione contro il Covid mentre sono ancora molte le incognite su una possibile estensione del green pass se non dell’obbligo vaccinale secco.

Alle soglie c’è soprattutto la ripartenza della scuola: “Ci stiamo attivando per elaborare un piano per la ripresa – spiega Bottaro -. Negli scorsi mesi siamo intervenuti negli istituti per fare tamponi a tappeto in tutte le scuole di Genova e provincia. Potremmo offrire nuovamente questo servizio, ne stiamo discutendo”.

Ma è sui vaccini che si concentra la maggior parte dell’attenzione: “Stiamo ragionando sulle modalità di un’ulteriore offerta vaccinale che però deve essere di nicchia. Ne parleremo col presidente Toti e Alisa, vedremo quale potrebbe essere la via migliore”. Si può pensare anche a somministrazioni direttamente nelle scuole per il personale e gli studenti? “Si può pensare – conferma il direttore generale – ma è una cosa che dobbiamo decidere”.

Proprio ieri si sono aperte le linee di vaccinazione ad accesso diretto – cioè senza prenotazione – destinate in via prioritaria a personale scolastico e minorenni nella fascia 12-18 anni. A Genova è possibile farlo nei due hub della Sala Chiamata del porto e del Teatro della Gioventù, dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 18.00 e il sabato dalle 8.00 alle 13.00. L’esordio non ha visto grandi numeri: “Alla Sala Chiamata abbiamo vaccinato un centinaio di persone – riferisce Bottaro – ma immaginiamo che dalla prossima settimana ci sarà qualcuno in più”.

Del resto il target si è piuttosto ridotto soprattutto per quanto riguarda insegnanti e altri lavoratori della scuola, che ormai hanno ricevuto almeno la prima dose per oltre il 90%. Per quanto riguarda i minorenni la copertura è inferiore (43,59% con una o due dosi, dati del Governo) ma d’altra parte per gli studenti viene meno la necessità del green pass per accedere alle lezioni in presenza. Almeno per ora.

Sulle terze dosi, che dovrebbero riguardare anzitutto le persone più fragili, resterà attiva la macchina messa a punto e oliata in questi ultimi mesi, ma probabilmente sarà cruciale l’apporto della medicina territoriale: “Gli hub pubblici e privati saranno sempre operativi – precisa Bottaro – ma penso che il ruolo svolto dai medici di medicina generale possa assumere una maggiore rilevanza”. E così anche le farmacie e gli altri punti di somministrazione decentrati che, assicura il direttore generale dell’Asl 3, “non saranno smantellati”.

A proposito di hub, l’azienda sanitaria è ancora in cerca di una struttura a lungo termine dove effettuare vaccinazioni, attività di screening e pratiche legate al rilascio del green pass. L’ultima manifestazione di interesse – la seconda rivolta a operatori privati – si è conclusa il 12 agosto ed entro il 31 agosto dovranno arrivare le offerte economiche definitive con tutti i dettagli richiesti.

“Prima avevamo avuto alcune proposte ma le tempistiche non andavano bene, adesso invece abbiamo buone speranze di trovare la sede definitiva tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre“, spiega Bottaro. Sarà un centro polifunzionale di 1.500 metri quadrati, in grado di erogare “almeno 500 dosi al giorno“, ricorda il direttore generale, e si troverà “in una zona sul mare tra la Lanterna e la Foce”. L’intenzione è quella di firmare un contratto di affitto della durata di 5 anni. In ogni caso si tratterà di uno spazio privato: “Avevamo cercato spazi all’interno della Asl, ma purtroppo non abbiamo nulla di simile”. Nel frattempo rimarrà operativa la Sala Chiamata, concessa gratuitamente dalla Culmv, la compagnia dei camalli del porto.

Nel nuovo centro si potranno eseguire anche i tamponi, ma al momento non è chiaro chi potrà usufruire dei test gratuiti a parte le persone che sono già abilitate (cioè coloro che, per esigenze di salute pubblica, vengono indirizzati alla Asl dai medici di base), nonostante un ordine del giorno approvato in Regione prima della pausa estiva. “I tamponi ad accesso diretto erano partiti alla Commenda di Prè perché in quella zona c’era un cluster – rammenta Bottaro – e non è escluso che in futuro si possa ripetere un’esperienza come quella, ma ovviamente mi auguro che non ce ne sia bisogno”. Per ora, comunque, si esclude il ritorno dei test rapidi gratuiti per tutti (a fornire il servizio è la Croce Rossa alla stazione Principe).

Anche perché l’obiettivo, più o meno dichiarato, è incentivare il più possibile le vaccinazioni. Che nell’ultima settimana hanno subito un rallentamento fisiologico: “In ogni caso stiamo vaccinando circa 18mila persone alla settimana, non stiamo parlando di numeri così bassi – prosegue il direttore generale -. Gli open day e le open night hanno fatto smuovere anche coloro che sono meno esposti al rischio Covid. La fascia 50-60 anni è sempre lo zoccolo duro, mentre i giovani hanno risposto bene”.

Non preoccupa al momento il dato degli operatori sanitari sospesi perché non hanno rispettato l’obbligo vaccinale imposto dal Governo: “Siamo a 32 lavoratori non vaccinati e la direzione sociosanitaria ha proceduto alle sospensione. In alcuni casi non sono necessarie perché gli interessati si sono sottoposti alla vaccinazione. Se pensiamo che abbiamo circa 4mila sanitari, parliamo di percentuali veramente basse che contiamo comunque di recuperare”, conclude Bottaro.

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