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Boom di turisti, tutta Europa si innamora della Liguria: ora l’obiettivo è replicare a settembre

Gli albergatori: "Troppi turisti in Liguria? Non facciamo polemiche, siamo tornati ai livelli del 2018 ed è un successone di cui non ci lamentiamo"

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Genova. Che la Liguria abbia registrato il tutto esaurito nel mese di agosto non è più notizia. Lo è, invece, la provenienza dei visitatori: non solo tanti stranieri (almeno il 50% del totale, com’era normale prima dell’era Covid), ma in particolare una serie di nazionalità che una volta comparivano di rado e che invece quest’estate hanno scoperto improvvisamente la nostra regione: Norvegia, Finlandia, Polonia, Bulgaria, solo per citare le più frequenti.

“Lo vediamo soprattutto dall’incremento di autovetture – spiega Aldo Werdin, presidente di Federalberghi Liguria e titolare di un rinomato hotel del Tigullio -. Molti italiani dopo Ferragosto sono rientrati a casa, ma ci sono ancora diversi stranieri che arrivano dai Paesi limitrofi, come Svizzera, Francia, Germania, Austria e anche Scandinavia ed Est Europa. Sopperiscono alla mancanza di russi, americani, australiani, che erano una piccola sacca in crescita, e sudamericani, tutti clienti che arrivavano in aereo”. A completare il quadro sono gli italiani, soprattutto lombardi, piemontesi, emiliani, veneti e toscani. Come da tradizione.

Nelle scorse ore hanno fatto scalpore le parole dell’ex presidente di Federalberghi Americo Pilati, che in alcune interviste ai media ha lamentato la presenza di “troppi turisti” in Liguria a fronte della carenza di acqua potabile nell’Imperiese e di tariffe che sono schizzate alle stelle, sia per le case in affitto sia per alcune strutture ricettive. “Non sono abituato a prendere le cose di petto e polemizzare – corregge il tiro Werdin -. Essere tornati ai livelli del 2018 è un successone di cui non ci lamentiamo. Dobbiamo fare un plauso alla promozione avviata dalla Regione in primavera, nemmeno noi ci aspettavamo questi risultati. Bisogna vedere il lato positivo e guardare al futuro”.

E il futuro immediato è il mese di settembre, che tradizionalmente segna la fine della stagione turistica in Liguria. L’obiettivo è fare in modo che quest’anno non sia così, sfruttando l’onda lunga di un’estate da record: “Normalmente era un mese di turismo americano – prosegue Werdin -: sappiamo che a loro piace fare passeggiate, frequentare trattorie, godere degli scorci mozzafiato. Per questo privilegiavano le Cinque Terre, il Parco di Portofino, le piste ciclabili del Ponente. Auspichiamo che si possa mantenere il bacino d’utenza attuale, sempre se il tempo reggerà. Al momento le prenotazioni sono in stand-by. Tutto dipenderà dal meteo e dalla possibilità di arrivare dall’estero. Per esempio noi abbiamo clienti dall’Inghilterra che trovano difficoltà e stanno continuando a spostare di settimana in settimana”.

Ad agosto anche Genova ha rialzato la testa come meta culturale e la speranza è che l’affluenza si mantenga sugli stessi livelli anche a settembre e ottobre. A latitare di nuovo sarà probabilmente la componente congressuale, ancora inibita dalle norme anti-Covid, ma tra un mese ci sarà il Salone Nautico e si attende un’altra ondata di prenotazioni negli alberghi.

“Di sicuro non ci aspettavamo una stagione così – ammette in conclusione Werdin -. Saremmo stati contenti se avessimo fatto il 5% in più dell’anno scorso, invece abbiamo portato a casa un gran risultato. Anche le autostrade hanno provocato un danno ma comunque l’affluenza c’è stata, considerando che c’è sempre il rischio di essere chiusi di nuovo. Per il 2022 ci aspettiamo un miglioramento ancora più sensibile visto che le vaccinazioni saranno pressoché ultimate e i protocolli anti-Covid saranno completamente consolidati”.

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