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Ring virtuale

Beigua, rissa social per le scritte lasciate dal campeggio ‘No Titanio’: “Non dividiamoci, la lotta non si ferma”

Tensione alle stelle tra gli attivisti, ma i comitati provano a ricucire: "A settembre si decide se allargare i confini del parco"

Genova. Una vera e propria zuffa social è scoppiata in questi giorni sui canali social dei vari gruppi che in questi mesi hanno organizzato la difesa dei territori e delle montagne del Beigua dalle ricerche minerarie autorizzate da Regione Liguria per quantificare la presenza di titanio. A scatenare la rissa virtuale alcune scritte comparse su muri e cartelli del parco dopo il campeggio “No Titanio” organizzato lo scorso fine settimana nel parco.

Scritte fatte con la vernice che hanno in qualche modo deturpato alcuni luoghi simbolo di quelle vallate, come il rifugio costruito dagli alpini, un crocifisso di legno e la cartellonistica del parco. Segni rimasti al termine del campeggio libero organizzato da alcune sigle di attivisti per l’ambiente, e che hanno scatenato l’ira di molti residenti locali, che sui gruppi facebook hanno censurato l’accaduto minacciando azioni legali.

I toni si sono inaspriti nel giro di pochi post, con tanto di accuse personali e contro accuse di diffamazione, screenshot e richieste di pubbliche scuse. Un vero e proprio tsunami che ha di fatto spaccato il fronte eterogeneo di chi in questi mesi ha portato avanti la battaglia sia dal punto di vista legale che comunicativo, facendo diventare quello del Beigua un caso nazionale, con tanto di intervento (non proprio monolitico) del ministero.

La battaglia a colpi di post, like e commenti, però è durata poche ore: dopo gli sfoghi di entrambi i relativi schieramenti (così diciamo per semplificazione) e gli “eccessi dialettici”, leggi insulti, sono in molti a richiamare alla calma e alla “pace”, per evitare di perdere di vista l’obiettivo comune. “Non dobbiamo dividerci, c’è ancora molto da fare”, sono i messaggi che si leggono in queste ore sui gruppi facebook, e che rimandano ai prossimi appuntamenti di questa saga dall’esito ancora incerto. A settembre, infatti, sarà discussa in consiglio regionale la proposta di allargare i confini del parco anche ad altri comuni, come Urbe, pratica nel cassetto da diversi anni, e che potrebbe dare qualche garanzia in più sulle tutele ambientali. 

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