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Aspi, da 17 parlarmentari de L’Alternativa C’è e gruppo Misto esposti a procura e Corte Conti per la vendita a Cdp

"Si corrispondono miliardi di euro ad un concessionario nonostante questi abbia tradito la fiducia dello Stato", dicono i liguri Mattia Crucioli e Leda Volpi

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Roma. “Il contratto di acquisto delle quote di Autostrade per l’Italia da parte del consorzio capeggiato da Cassa Depositi e Prestiti solleva dubbi di illegittimità e di non convenienza economica”. Lo affermano Leda Volpi e Mattia Crucioli, parlamentari liguri de L’Alternativa C’è.

Per questo motivo 17 parlamentari, 15 dei quali appartenenti alla componente del Gruppo Misto della Camera, L’Alternativa C’è, hanno depositato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma, alla Procura presso la Corte dei Conti, al CIPESS, alla Ragioneria Generale dello Stato, all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e all’Autorità di Regolazione dei Trasporti, chiedendo lo svolgimento delle indagini di rispettiva competenza.

“Con questa cessione onerosa da Aspi a CDP – dicono la deputata e il senatore all’atto del deposito dell’esposto – si corrispondono miliardi di euro ad un concessionario nonostante questi abbia tradito la fiducia dello Stato concedente e sia venuto meno ai propri obblighi contrattuali, contribuendo a provocare conseguenze disastrose”.

“Inoltre – aggiungono i firmatari – si affida ad un consorzio composto anche da fondi di investimento stranieri, scelti senza gara pubblica, la maggior parte della rete autostradale italiana”.