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Via libera

Anche la Liguria chiede il referendum sulla giustizia, l’opposizione esce dall’aula: “Solo propaganda”

Deliberazione non determinante: la Liguria è la sesta Regione a chiedere l'indizione della consultazione. Fratelli d'Italia astenuta su due quesiti

toti salvini rixi focaccia

Genova. Via libera dal Consiglio regionale alla richiesta di indire i sei quesiti referendari sulla giustizia proposti dalla Lega e dal Partito Radicale, passati coi soli voti della maggioranza. Il gruppo di Fratelli d’Italia non ha sottoscritto e si è astenuto sui quesiti riguardanti l’abolizione della legge Severino e la modifica della disciplina sulle misure cautelari. Tutti i consiglieri di opposizione sono usciti dall’aula e non hanno partecipato alla votazione.

L’approvazione non è determinante in quanto la Liguria è la sesta Regione a proporre i quesiti mentre ne bastano cinque. “È solo uno strumento di propaganda della Lega, visto che al governo è in corso una riforma della giustizia che la stessa Lega sta votando favorevolmente”, è il commento del capogruppo del Pd Luca Garibaldi. “È un’iniziativa ingiusta che va contro tutto quello in cui ho sempre creduto. È un voto contro la giustizia che la Liguria, con la Resistenza, ha contribuito a realizzare”, ha aggiunto il consigliere Ferruccio Sansa, capogruppo dell’omonima lista.

“È scorretto usare quest’aula per fare propaganda”, ha rimarcato il consigliere Paolo Ugolini del M5s. “Questo slogan ‘giustizia giusta’ non vuol dire nulla, ma probabilmente farà presa”, ha chiosato Gianni Pastorino di Linea Condivisa prima di abbandonare l’aula.

“Anche i magistrati, quando sbagliano, devono pagare con un giusto indennizzo. Esprimiamo soddisfazione: alla decisione della Liguria e delle altre Regioni che hanno approvato i quesiti referendari si affianca l’opera di raccolta firme che prosegue senza sosta nel Paese. Il nostro impegno è quello di far votare i cittadini su un tema molto sentito. Spiace constatare che la minoranza abbia invece abbandonato l’aula, facendo ostruzionismo contro i referendum, e voglia impedire ai liguri e agli italiani di votare. Un atto democratico e di libertà, rispetto al quale le sinistre hanno ormai sviluppato una vera e propria allergia”, è il commento della Lega.

Stefano Mai e Alessio Piana della Lega sono stati designati rispettivamente delegato effettivo e delegato supplente: entro il 30 settembre dovranno consegnare i 6 quesiti referendari all’Ufficio per i referendum, istituito presso la Corte di Cassazione.

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