Quantcast
Speciale "album"

“Album dei ricordi blucerchiati”: Fabio Quagliarella, l’highlander

100 reti in blucerchiato (97 in Serie A e 3 in Coppa Italia)… una sfilza di record del ‘Capitano di bandiera’ della Sampdoria

Sampdoria Vs Verona

Genova. La 51esima figurina dell’Album dei ricordi blucerchiati è tridimensionale, riportata su tre assi cartesiani: Italia, Lituania e Tunisia, dove sono in vacanza,  in un villaggio di Djerba, l’isola dei Lotofagi, da dove Ulisse, nell’Odissea, a fatica portò via i sui compagni, cui il dolce frutto del loto aveva fatto perdere la memoria…

Tuttavia, io quel giorno avevo mangiato gamberoni allo spiedo e ricordo benissimo di come ero riuscito a “vivere” le emozioni di quella partita (per le qualificazioni europee) fra la Lituania di Marius Stankevičius (che l’anno dopo verrà a giocare a Genova) e l’Italia allenata da Donadoni, in cui Fabio Quagliarella, alla sua terza presenza in azzurro, mise a segno una fantastica doppietta.

Impossibile vedere il match in tv… avevo dovuto accontentarmi di un ‘ponte aereo’ telefonico, con una amico che – da Vilnius, dove lavorava – aveva raggiunto Kaunas  e mi aggiornava sull’andamento della partita…

Dopo la seconda prodezza del giovane Quagliarella (i suoi compagni di reparto erano Antonio Di Natale e Pippo Inzaghi), invece di gioire, mi venne il magone… mi resi conto che l’anno successivo, difficilmente, avrebbe ancora indossato il blucerchiato.

Ed infatti, un paio di settimane dopo, all’apertura delle buste (il cartellino era in comproprietà con l’Udinese), tutti i tifosi doriani caddero in subbuglio… stupiti, increduli, delusi, nel dover accettare che i 13 goal (fra cui alcuni stupendi, con tiri da lontano, o in rovesciata, oppure con un pallonetto da metà campo) dovessero essere riposti nella soffitta dei ricordi, costretti ad assaporare le prodezze di Fabio solo con le maglie di Udinese, Napoli, Juventus, Torino… ed invece, le vie del destino sono infinite e nel mercato invernale del 2016, anche per via di un rapporto incrinatosi con i tifosi granata, per una mancata esultanza, dopo una rete segnata al Napoli (solo anni dopo si scopriranno i suoi problemi sotto il Vesuvio legati ad uno stalker), Quagliarella torna ad esultare sotto la Gradinata Sud… e lo fa a ritmi impressionanti, toccando ben presto i 100 goal in Serie A, traguardo che sembra ora quasi risibile, se raffrontato al suo attuale 14esimo posto nella classifica, di tutti i tempi, dei marcatori del massimo campionato (177 reti) e con le 100 marcature per il Doria (97 in campionato e 3 in Coppa Italia), raggiunte ieri, contro l’Alessandria, con un altro dei suoi pezzi di prestigio (colpo di tacco al volo, anzi un colpo di genio), che lo avvicinano agli irraggiungibili Mancini e Vialli (171 e 141), a ridosso di Flachi (110).

Quanti record con la maglia blucerchiata? Prima di guardare indietro, segnaliamo che, segnando nel prossimo campionato, 11 goal, entrerebbe nella ‘top ten’ dei marcatori ‘all time’ della Serie A, mentre elencando le prodezze del passato, è d’obbligo citare le 26 reti del 2018/19 (di cui una proprio di tacco al Napoli, per la quale ottenne la candidatura per il FIFA Puskas Award), eguagliando tra l’altro anche Gabriel Batistuta, essendo andato a rete per undici gare consecutive. Gli è mancato solo un goal, per emulare il recordman Sergio Brighenti, che nel ’60/61, con la ‘Samp dei vecchietti’ di Eraldo Monzeglio, di goal ne fece 27, ma nel compenso Quagliarella si è piazzato sul podio per la Scarpa d’oro, dietro soltanto a Messi e Mbappé.

Che altro dire del nostro Highlander?  Forse che ad inizio 2021 la Juventus ha cercato di soffiarlo al Doria, ricevendo il ‘no’ del capitano di bandiera blucerchiato, che anche nell’ultima stagione è andato in doppia cifra (13) ed ha celebrato le 500 partite in Serie A?

Fabio, non porti limiti

Della stessa serie “Album dei ricordi blucerchiati”

Bruno Mora, l’ala perfetta

 Trevor Francis, “the striker”

 Ruud Gullit , “Cervo che esce di foresta”

 Nacka Skoglund, il re del tunnel

 Toninho Cerezo, samba scudetto

 Graeme Souness, “Charlie Champagne”

 Aleksei Mikhailichenko, la stella dell’Est

 Sebastián Verón, “La Brujita”

 Luisito Suárez, “El arquitecto” dei primi anni ’70

 Tito Cucchiaroni, una leggenda nella storia della Samp

 Ernst Ocwirk, il faro del Prater

 Giancarlo Salvi, il “golden boy” di Dego

 José Ricardo “China” da Silva, il goleador brasileiro

 Srecko Katanec, la gazzella slovena

 Jorge Toro, dalle Ande agli Appennini Liguri

 Luca Vialli, il bomber

 Eddie Firmani, il “tacchino freddo”

 Ermanno Cristin, il “Nordahlino” di Marassi

 Sergio Brighenti, il capocannoniere

 Roberto Vieri, la fantasia al potere

 Mario Frustalupi, il piccolo grande” regista

 Gaudenzio Bernasconi, l’orsacchiotto

 Fausto Pari, una vita da mediano

 Giovanni Invernizzi, la classe operaia in paradiso

 Walter Zenga, l’uomo ragno

 Giovanni Lodetti, da “basleta” a “baciccia”

 Attilio Lombardo, il “Popeye”

 Valter Alfredo Novellino, il Monzon della panchina

 Alessandro, “il conquistatore” Scanziani

 Enrico Nicolini, “il Netzer di Quessi””  

 Loris Boni, il “baffo” col numero 8

Boškov e Veselinović, gli jugoslavi                                                                                                                                                                  Maryan Wisniewski , il francese arrivato da Lens

 Giorgio Garbarini, il generale Custer

 Marco Rossinelli, fuga per la vittoria

 Pietro Vierchowod,  lo Zar

 Francisco Ramón Lojacono, “el tanguero”

Domenico Arnuzzo, il geometra di fascia

Giovanni Guerrini, il Robot Mazinga Z

Marco Sanna, il guerriero ichnuso

Fabian Valtolina, il velocissimo “Beep Beep”

Fabrizio Casazza,  portiere da gradinata

Angelo Benedicto Sormani,  il Pelé bianco

Alessandro Grandoni, il Lippi del 2000

Roberto Galia, terzino o mediano?

Ivano Bordon, la “Pallottola”

Alberto Mariani, libero, non stopper

Alessandro Cucciari, ambidestro perfetto

Massimo Cacciatori, il Batman dei portieri                                                                                                                                               David Balleri, il pendolino