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Accademia di Belle Arti, una campagna provocatoria per l’apertura delle iscrizioni

"Ma nelle frasi c’è del vero. Non il contenuto, chiaramente, ma il fatto che provengano da esperienze dirette: quelle, infatti, sono frasi-tipo che gli studenti si sono sentiti dire da genitori, amici, parenti"

Generico agosto 2021

Genova. A Genova, nelle strade del centro, campeggiano dei poster completamente neri su cui spicca un messaggio emblematico “L’Accademia no”.

Anche se potrebbe sembrare controintuitivo, questi poster fanno parte di una campagna offline/
online per comunicare l’apertura delle iscrizioni all’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova per l’anno accademico 2021-2022.

Contro i luoghi comuni

La campagna – una cosiddetta copyhead (un advertising basato sul solo testo) – si articola su più
soggetti e punta sul ribaltamento dei luoghi comuni che circolano intorno alle Accademie di Belle
Arti. La presenza dei caporali – che rimandano al discorso diretto – rendono i titoli delle vere e proprie frasi tratte da altrettante ipotetiche discussioni. Stereotipi negativi, appunto, spesso basati sulla scarsa conoscenza dell’offerta formativa e sulle possibilità occupazionali che un percorso di studi accademici può offrire.

Non solo disegnini

L’Accademia Ligustica, infatti, è una delle Accademie Storiche nazionali e, oggi, offre un percorso di Alta Formazione Artistica per il conseguimento del Diploma Accademico (equivalente a titolo universitario). Ha un’offerta didattica con 8 scuole di indirizzo, 7 bienni specialistici, 86 docenti per 140 corsi attivati.

Gli studenti

Ma in quelle frasi c’è del vero. Non il contenuto, chiaramente, ma il fatto che provengano da
esperienze dirette: quelle, infatti, sono frasi-tipo che gli studenti si sono sentiti dire da genitori, amici, parenti, conoscenti, prima di iscriversi all’Accademia. Quelle stesse frasi che – per fortuna – sono state ignorate.

Ed è proprio dagli studenti che è venuta l’idea di utilizzare quelle frasi per ribaltare il concetto.

La campagna, infatti, è stata ideata da un gruppo di studenti dell’Accademia Ligustica all’interno di uno dei tanti workshop facoltativi e gratuiti che costituiscono un importante approfondimento
verticale della didattica della Ligustica.

Nello specifico, il workshop – incentrato sul social advertising – è stato condotto da DUDE, un’agenzia indipendente che vanta in portfolio clienti di prima forza come Netflix, Costa Crociere, Plasmon, Nike.

Silvia Borio, Michely Castagna, Giulia Donato, Alessia Melis, Giacomo Rizzo e Alice Solari – quasi tutti iscritti alla scuola di indirizzo di Progettazione Artistica per l’Impresa, Biennio di Web Design – hanno lavorato sotto la guida esperta di Davide Baldi (CEO e Founder), Davide Labò (Creative Director) ed Elisa Fiorentini (Strategist & Social Media Specialist) ottenendo una campagna aggressiva che propone un nuovo posizionamento per la Ligustica e – allo stesso tempo – riporta l’attenzione sulle imminenti iscrizioni.

Una campagna di comunicazione che dimostra – più che concretamente – che l’Accademia Ligustica si fida così tanto del proprio percorso formativo da lasciare carta bianca ai propri studenti.

Il direttore

“Questa campagna di comunicazione gioca sui luoghi comuni che coinvolgono spesso le accademie,
frasi che – ieri come oggi – non hanno fondamento, anche grazie ad una profonda modifica del comparto avvenuta negli ultimi decenni. Nello stesso segno anche l’Accademia Ligustica è cresciuta molto e ha affrontato un proprio percorso, promuovendo un’idea di nuovo umanesimo in perfetto equilibrio tra l’insegnamento di arti classiche e le nuove frontiere delle arti applicate, con un occhio di riguardo nei confronti dell’interdisciplinarietà della formazione artistica, senza mai dimenticare una crescente connessione con il mondo del lavoro. Questa campagna ne è la prova e sono orgoglioso che questa idea sia venuta proprio ai nostri studenti della Scuola di Progettazione Artistica per l’Impresa, ragazze e ragazzi che conoscono a fondo la loro Accademia e che stanno per concludere il proprio percorso formativo: sono pronti ad applicare la professionalità acquisita e questo progetto ne è una dimostrazione più che lampante. Dargli voce era il minimo che potessimo fare.”