Viabilità, 270 stalli tir in porto per evitare il collasso. Ma resta aperta l'emergenza traghetti - Genova 24
Rischio caos

Viabilità, 270 stalli tir in porto per evitare il collasso. Ma resta aperta l’emergenza traghetti

Prefettura, Comune e Autorità portuale trovano una soluzione d'emergenza per i camion ma non per le auto dei passeggeri. In arrivo un'ordinanza per "richiamare" i terminalisti

imbarchi

Genova. Un totale di 270 stalli di sosta in cui parcheggiare i camion all’interno delle aree portuali: è la soluzione che Comune di Genova e Autorità di sistema portuale hanno trovato, con la regia della Prefettura, per affrontare situazioni di emergenza come quella di venerdì mattina, quando il terminal Sech è andato in tilt mandando nel caos la viabilità genovese. Una pianificazione che sarà “immediatamente operativa”, come chiarisce l’ufficio territoriale del Governo in una nota, per gestire le “possibili criticità in ambito autostradale durante la stagione estiva”.

In realtà si tratta di procedure che erano già state messe in atto in altre occasioni, dal crollo di ponte Morandi fino all’emergenza maltempo che aveva provocato la chiusura dei terminal in allerta rossa. Ora la Prefettura – a valle dell’incontro con Anci e i rappresentanti della Regione, del Comune e di tutte le istituzioni coinvolte nella gestione della viabilità – conferma che quel piano dovrà scattare in automatico appena si verificheranno blocchi sulle banchine tali da impedire l’accesso ai varchi e saturare tutte le strade a monte.

Le aree di sosta per i mezzi pesanti sono state individuate nella zona del Psa di Pra’-Voltri, dove possono essere ricavati 200 stalli in un piazzale in parte demaniale e in parte gestito dai concessionari, e lungo la corsia d’emergenza della sopraelevata portuale in grado di ospitare circa 70 veicoli. Perché il piano possa scattare, tuttavia, servirà una comunicazione tempestiva da parte del terminal interessato. In quel modo, attraverso l’Autorità portuale, verrà data indicazione ai camionisti in uscita dall’autostrada di non dirigersi al varco ma di fermarsi in uno dei parcheggi d’emergenza in attesa di entrare in porto.

Ma sarebbe comunque una pezza che copre metà del buco. Perché ancora questa mattina il caos nella zona di Genova Ovest è stato prodotto non dai tir, ma dalle auto in procinto di imbarcarsi sui traghetti. Il collo di bottiglia è sempre lo stesso: i controlli per i passeggeri diretti in Paesi extra Schengen (principalmente Tunisia e Marocco) richiedono molto più tempo e sono complicati a loro volta dalle procedure anti-Covid. Le compagnie di navigazione non sono intenzionate a schierare ulteriore personale e così l’attesa si allunga a dismisura, insieme alle code che raggiungono il casello dell’autostrada.

Un rimedio almeno parziale ci sarebbe: trovare un’area buffer non solo per i camion, ma anche per le auto dei passeggeri. Il presidente di Stazioni Marittime Edoardo Monzani la chiede da tempo, ma l’Autorità portuale ha sempre replicato che gli spazi non ci sono. Un’ipotesi valutata anche di recente era un’area ricavata nel terminal Bettolo, ma per ora la strategia del Comune riguarda solo l’autotrasporto: “Abbiamo previsto delle aree di sosta da condividere con l’Autorità di sistema portuale per il traffico pesante in modo da alleggerire il traffico veicolare leggero – spiega l’assessore al Porto Francesco Maresca -. Ne discuteremo nel prossimo tavolo porto-città e stiamo già cercando di individuare delle aree insieme alla Prefettura”.

Il rischio è che la situazione diventi ingestibile durante il picco delle partenze estive, previsto tra fine luglio e inizio agosto, quando si aggiungerà una parte consistente di traffico verso le isole. Le stime di Stazioni Marittime parlano di un calo dei volumi del 15% rispetto al 2019 (cioè prima dell’emergenza Covid), ma nel frattempo è peggiorata anche la situazione autostradale e il pericolo di trovarsi con un mix esplosivo sulle strade è concreto. “Per ora la discussione riguarda i tir. Tutto questo andrebbe sicuramente nella direzione di agevolare le operazioni portuali per i traffici traghetti che devono essere più veloci possibili – ribadisce Maresca – poi affronteremo anche il discorso traghetti cercando ulteriori soluzioni”.

Nel frattempo oggi le associazioni dell’autotrasporto sono state ricevute dall’Autorità portuale. Sul piatto, infatti, non c’è solo il piano di emergenza per fermare i camion in caso di terminal intasati, ma anche la parte della prevenzione. A San Giorgio è pronta un’ordinanza per imporre ai terminalisti di garantire determinati livelli di servizio, tracciabilità e digitalizzazione delle procedure: in altre parole, non farsi trovare impreparati in caso di picchi di traffico. Un altro tema è quello degli orari di apertura dei gate, che i trasportatori chiedono di estendere soprattutto al mattino. E poi una serie di interventi sulla viabilità interna al porto, tra cui l’installazione di un semaforo per regolare gli accessi a San Giorgio e Messina, che dovrebbero migliorare la situazione in attesa di interventi strutturali.

L’idea sul lungo termine, infatti, resta quella di un vero e proprio autoparco dotato anche di aree ristoro e servizi per i camionisti: non un rattoppo d’emergenza ma un’infrastruttura stabile. Il sindaco e commissario Marco Bucci mira sempre alle aree ex Ilva, ma una soluzione ponte discussa da tempo, e riemersa negli ultimi giorni, sarebbe l’area Fondega Sud attualmente di proprietà di Eni, nelle vicinanze del casello di Pegli. Il parcheggio potrebbe ospitare secondo differenti stime dai 200 ai 400 camion e sarebbe direttamente collegato all’autostrada A10. Per quest’ultima ragione i finanziamenti necessari non dovrebbero arrivare solo dal decreto Genova, ma anche dalla stessa società Autostrade. Una soluzione che tuttavia non piace al Pd, già pronto a dare battaglia a Tursi

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