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Ventennale G8, Salvini: “Codici identificativi sui caschi della polizia? Non li vorrò mai vedere”

Il leader della Lega in visita a Genova per promuovere il referendum sulla giustizia: "Chi sbaglia paga, ma non voglio esporre i poliziotti ad altri rischi"

Genova. “I numeretti in testa ai poliziotti non li vorrò mai vedere. Già fanno bersaglio per i deficienti senza numeretto in testa, non vorrei esporli ad altri rischi”. Lo dice a Genova il leader della Lega Matteo Salvini, rispondendo a chi gli chiede se, a ridosso del ventennale del G8 di Genova e dopo i fatti di Santa Maria Capua Vetere, sia giusto prevedere codici identificativi sui caschi delle forze dell’ordine.

Salvini è intervenuto al convegno dei giovani imprenditori di Confindustria ai Magazzini del Cotone, quindi ha visitato insieme al presidente ligure Giovanni Toti e al deputato Edoardo Rixi il gazebo di largo XII Ottobre dove la Lega sta raccogliendo firme per il referendum sotto gli slogan “Giustizia giusta” e “Chi sbaglia paga“. Ma per le violenze commesse a Genova e nel carcere campano vale lo stesso principio?

“Lasciamo che giudichino i tribunali – risponde ancora Salvini -. Non sta a me giudicare chi è innocente e chi è colpevole. Ieri uno dei presunti macellai di Santa Maria Capua Vetere sbattuto in prima pagina sul giornale con nome, cognome e foto dopo 10 giorni di arresto è stato rilasciato perché non era in servizio quel giorno. Prima di sbattere il mostro in prima pagina o il presunto mostro in divisa bisogna pensarci dieci volte, non una volta”.

toti salvini rixi focaccia

Pochi giorni fa Toti disse che non spetta alla politica occuparsi di questi problemi. Oggi Salvini ribadisce il no all’ipotesi dei numeri identificativi: “”Chi sbaglia in divisa paga, ci sono le telecamere, noi abbiamo proposto le webcam per le divise, ma i numeretti in fronte di chi diventa obiettivo del tiro al bersaglio dei cretini e delinquenti proprio no”.

Il dibattito sul tema è partito proprio dai fatti del G8 del 2001, che hanno dimostrato come in alcuni contesti sia impossibile individuare gli autori delle violazioni. Per le violenze nella caserma di Bolzaneto la Corte europea dei diritti dell’uomo riconobbe che vi furono torture, ma nessuno ha mai scontato pene detentive. “Ci sono 52 arrestati tra gli agenti della penitenziaria e ci sono 40mila agenti della penitenziaria che oggi stanno facendo il loro lavoro. Chi sbaglia paga, senza fare di tutta l’erba un fascio“, ha concluso il leader della Lega.

Tra i temi toccati oggi da Salvini anche le infrastrutture: “Milioni di liguri e liguri di adozione che vorrebbero venire in Liguria questa estate e sono ostaggio di centinaia di cantieri con miliardi di euro già stanziati e fermi per la Gronda, perché ci sono i signor no. Noi proponiamo il commissariamento istantaneo e l’apertura istantanea dei cantieri, perché non può essere legata ad altre vicende relative ad autostrade. Sono 4 miliardi cantierabili domani e tanto traffico in meno a soffocare i genovesi. Io mi domando che cosa si stia aspettando. Noi chiediamo al ministro Giovannini di correre perché la Gronda una priorità non solo per i liguri ma per l’Italia intera”.

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