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Il progetto

Teatro Ivo Chiesa, “Fare luce”: niente immagini, solo testi per capire il G8 di Genova

L'obiettivo è quello di offrire una sorta di cronaca pura dei giorni del G8 e dei giorni precedenti, prendendo ispirazione la Casa della memoria di Santiago del Cile

Genova. Un enorme cubo bianco, niente immagini, solo testi: ecco cosa ci si deve aspettare dalla visita di  “Fare luce – Making light”, l’installazione di memoria del G8 allestita sul palco del teatro Ivo Chiesa di Genova e visitabile dalle 14 di oggi, lunedì 19 luglio, fino alle 21 di giovedì 22 luglio.

Ingresso gratuito e su prenotazione tramite il sito del teatro: teatronazionalegenova.it

“Abbiamo scelto di stare lontano dalle immagini non solo perché queste sono modificabili e manipolabili, come per esempio quella di Carlo Giuliani al suolo, ma anche perché abbiamo deciso di restituire una memoria storica e analitica, il più obiettiva possibile” – spiega Davide Livermore, direttore del teatro Nazionale di Genova e ideatore del progetto, a 70 anni dalla fondazione del teatro Stabile.

“Si tratta inoltre – continua Livermore – di un’installazione tecnologica, perché per accedere ai testi occorre necessariamente essere dotati di uno smartphone: si scarica l’applicazione relativa al progetto (sviluppata da ETT) e poi si inquadrano i qrcode presenti che aprono le pagine della documentazione testuale”.

Per una volta quindi è consentito e obbligatorio utilizzare il telefono a teatro, dove solitamente è vietato.

“I cellulari sono come un elettrodomestico, sempre a portata di mano, impossibile negarlo. Si è deciso quindi, per creare maggiore valore, di farli conciliare con un evento culturale, non uno qualsiasi, ma uno basato sulla parola scritta, come questo. La lettura dei testi sarà accompagnata dalla musica di Stellare Sartoria Sonora” – spiega Livermore.

L’obiettivo del direttore, che si è ispirato al modello della Casa della memoria di Santiago del Cile è quello di offrire una sorta di cronaca pura dei giorni del G8 e dei giorni precedenti. Il gruppo di lavoro del Teatro Nazionale di Genova, supervisionato da Marco Menduni, giornalista del Secolo XIX, ha quindi portato avanti la ricerca sulle fonti con la massima oggettività possibile.

“È importante basarsi sui fatti, non sulle opinioni, per quanto anche queste siano importanti” – commenta il sindaco Marco Bucci il quale, nell’ambito della presentazione dell’installazione, coglie l’occasione per ricordare che il 14 agosto verrà posata la prima pietra per il memoriale dedicato alle vittime del Ponte Morandi e si chiede se mai ci sarà un memoriale sul G8.