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Area tecnica

Spezia, Riccardo Pecini parla dello scouting

Secondo l'ex dirigente blucerchaito, che negli anni ha scovato e portato sotto la Lanterna, fior di giocatori, le fasi dello scouting sono diverse e variano a seconda dei momenti della stagione.

Pecino

Genova. La figura di Riccardo Pecini è stata di grande rilievo, per la capacità di aver scovato e portato, sotto la Lanterna, giocatori che oggi si stanno mettendo in mostra all‘Europeo, basta vedere come si sta imponendo Mikkel Damsgaard con la sua Danimarca.

Pecini, dal 1 luglio, nuovo direttore sportivo dello Spezia ha espresso, durante la sua presentazione, la sua opinione sul lavoro dello scouting, attività sempre più indispensabile.

“Lo scouting dal vivo è fondamentale, sono cresciuti gli strumenti di analisi, sia video che statistici e sono diventati un supporto ormai irrinunciabile, ma la percezione, la sensibilità, i dettagli che si colgono guardando le partite dal vivo, non sono, ad oggi riscontrabili a video e catalogabili in nessuna categoria.

Le fasi dello scouting sono diverse e variano a seconda dei momenti della stagione.

C’è una prima parte preparatoria nella quale si cerca di conoscere in maniera approfondita quello che il mercato può offrire e quindi si lavora trasversalmente sulla base della conoscenza dei giocatori, mentre  poi si passa ad una fase di analisi, di approfondimento, che dipende, ovviamente, dall’allenatore del momento, dal contesto tecnico in cui va inserito il giocatore, dalle esigenze della squadra, dalle possibilità che il mercato offre”.