“Sempre più dinamici per rispondere alle esigenze della città”, il C.E.O. di Aster racconta l’azienda - Genova 24
L'intervista

“Sempre più dinamici per rispondere alle esigenze della città”, il C.E.O. di Aster racconta l’azienda

L’Ing. Antonello Guiducci dal 2020 ha iniziato a ridefinire processi e competenze in una società “che deve parlare di sé con le opere e con i numeri”

mister Aster
Genova. Antonello Guiducci non ama occupare la scena. Il suo volto, in un anno e mezzo, si è visto raramente in pubblico. Ma quando parla dell’azienda che si è trovato a riorganizzare è un fiume in piena. Il manager – un passato in gruppi come Italimpianti, Ansaldo, T-Bridge che gli hanno permesso di avere una visione gestionale a 360 gradi – da gennaio 2020 è il nuovo C.E.O. di Aster. Una figura che prima non esisteva all’interno della partecipata comunale e che è stata voluta dall’amministrazione per dare all’azienda un’impronta ancora più efficiente e al passo con le esigenze della città.

 

“Insieme alla civica amministrazione abbiamo voluto riposizionare l’azienda, e detto così può sembrare qualcosa di astratto – afferma Guiducci, scelto con una selezione pubblica – in realtà si tratta di qualcosa di molto concreto. Da un lato agire sui processi potenziando quella che è la nostra qualità più importante, la flessibilità, dall’altro valorizzare le competenze, il capitale umano, le eccellenze che in Aster ci sono e ci sono sempre state. Inoltre ho cercato di implementare la trasparenza, sia nei confronti del committente, il Comune, sia nei confronti della cittadinanza”. 

 

Ci sono alcuni aspetti di Aster che non arrivano abbastanza direttamente al cittadino. Il primo aspetto è il fatto che oggi si tratta di un’azienda dinamica, con un’età media di soli 45 anni, dove il rapporto tra colleghi è sereno e collaborativo – lo si percepisce anche tra i muri della sede di via XX Settembre – quando invece, spesso, i genovesi si sono abituati a filtrare i dipendenti della partecipata con i cliché più negativi legati al pubblico impiego. Il secondo aspetto è quello della forza lavoro. 

 

Provate a immaginare Genova dall’alto – dice il Ceo di Aster – e poi immaginate di posizionare sulla mappa di tutta la città, nei parchi, sulle strade, sulle spiagge e nei rivi, sui marciapiedi, negli edifici pubblici tutti i dipendenti della nostra azienda. Sono circa 360 di cui 300 operai e tecnici sul territorio ma se pensate a quanti interventi devono essere realizzati ogni giorno, capirete che lo sforzo è davvero ingente”.

 

“L’azienda deve parlare di sé con le opere e con i numeri”. E’ il mantra che Antonello Guiducci ha cercato di trasmettere a tutti i dipendenti di Aster. E allora, alcuni numeri e alcune opere. Per quanto riguarda l’attività routinaria, annualmente Aster si occupa dell’asfaltatura di 180mila metri quadrati di strade e del rifacimento di 19mila metri quadri di marciapiedi. Nel 2020 sono stati tracciati 30 chilometri di piste ciclabili. Per quanto riguarda rivi e argini, si parla di 60 interventi all’anno, oltre al ripascimento delle spiagge. Aster si occupa anche, da agosto 2020, della manutenzione degli impianti elettrici in oltre 100 plessi scolastici, ma non solo.

 

Nonostante il passaggio della gestione dell’illuminazione pubblica ai privati di Green City Light, Aster tra il 2020 e il 2021 ha portato a termine l’illuminazione a led della sopraelevata Aldo Moro, quella delle gallerie della viabilità cittadina e di Galleria Mazzini, il “salotto buono”. 

 

Nello stesso periodo ha progettato e realizzato il ripristino delle aiuole storiche di viale Brigate Partigiane (presto anche il terzo lotto), il restyling dei parchi di Nervi e il restauro di altri parchi e ville cittadine. E poi la realizzazione della “radura della memoria”, sotto il nuovo ponte San Giorgio, con l’allestimento di una nuova area giochi per i più giovani. Presto avrà luogo anche la riqualificazione e progettazione complessiva dei giardini di Quinto, nel levante, uno dei giardini più vasti in città.

 

“Il tutto in un periodo per forza di cose complicato dal Covid – ricorda Antonello Guiducci – l’azienda non si è mai fermata, anzi ha approfittato della minore presenza del traffico per effettuare alcune attività che altrimenti sarebbero state di impiccio per la viabilità, come il rifacimento di incroci, alcune potature e così via”.

 

Il C.E.O. ricorda con un certo orgoglio che “nel periodo di pandemia l’azienda si è mossa nel pieno rispetto delle normative di sicurezza anti contagio, e infatti i casi di Covid sono stati pochissimi nonostante ci fossero ogni giorno 300 persone sul territorio, ma se l’azienda ha avuto merito di produrre normative efficaci, i lavoratori hanno avuto il merito di rispettarle, e di questo devo ringraziare loro e i sindacati”. 

 

Con i sindacati è stato siglato un accordo per continuare a ricorrere al “lavoro agile” anche dopo la fine dell’emergenza Covid. “E’ stata un’opportunità nuova che si è creata, e dopo il lockdown ne abbiamo fatto una bandiera”, sottolinea il manager. “Inoltre in questi mesi non solo non abbiamo mai fatto ricorso ad ammortizzatori sociali, al fondo di solidarietà, ma anzi abbiamo fatto assunzioni nell’ambito del turn over”. 

 

Il futuro. Il C.E.O. di Aster ha alcuni obbiettivi. Uno di questi è la valorizzazione delle ville e dei parchi storici della città. “La vivibilità della città passa anche attraverso la bellezza e noi abbiamo un piano per le ville storiche, che devono essere ancora di più un biglietto da visita per Genova, attraverso un  progetto di riqualificazione che permetterà di mettere a frutto tutte le competenze presenti in Aster, dagli agronomi agli ingegneri ai tecnici impiantistici e così via”. 

 

Un altro obbiettivo riguarda un ramo di Aster poco noto ai non addetti ai lavori, l’impianto di produzione di conglomerato bituminoso che si trova a Borzoli. “In tal senso siamo un unicum – dichiara Guiducci – uno dei rarissimi esempi di proprietà pubblica di un impianto del genere, che ci permette di avere materiale di ottima qualità, vicinissimo a dove serve e alla giusta temperatura, si tratta però di un impianto che deve essere ammodernato e con l’amministrazione civica stiamo cercando i necessari investimenti”.

 

E poi, tra i risultati da ottenere, quello di comunicare una “azienda sana con opere e numeri”. Tenendo conto che trattandosi di una società in house – e non di un privato che lavora con un contratto d’appalto – deve garantire il difficile equilibrio tra flessibilità e pianificazione, tra budget e prezzi di mercato, senza mai perdere di vista l’efficienza e la sicurezza dei lavoratori. “Con l’attuale gestione molto è stato fatto sul fronte del potenziamento dell’organizzazione aziendale, su quello del miglioramento dei processi e quindi della produttività dell’azienda, punteremo ancora sullo spirito di squadra e investiremo in formazione per valorizzare ancora di più le professionalità”.
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