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Indagini

Santa Margherita Ligure: aperto procedimento penale sul decesso dell’agente della municipale Francesco Conte

Ipotizzate responsabilità del medico che ha sottovalutato i sintomi di un infarto

francesco conte

Santa Margherita Ligure. “Se la Guardia medica intervenuta a domicilio trenta ore prima della tragedia ne avesse disposto il ricovero per valutare meglio le sue condizioni, Francesco Conte si sarebbe potuto salvare?” È questa la domanda chiave a cui dovrà rispondere il procedimento penale che il pubblico ministero della Procura di Genova, Walter Cotugno, ha aperto sul decesso dell’agente della polizia municipale di Santa Margherita Ligure, rinvenuto senza vita nella sua casa da una delle due giovani figlie all’alba di giovedì 8 luglio, stroncato verosimilmente da un infarto a soli 53 anni.

Lo riporta lo Studio3A-Valore spa, società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini

Il magistrato, anche come atto dovuto per consentirgli di nominare eventuali consulenti di parte, ha iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di omicidio colposo il medico del servizio di continuità assistenziale di Rapallo, della Asl 4, che ha visitato il paziente nella sua abitazione di San Lorenzo della Costa, frazione di Santa Margherita, rispondendo alla chiamata dello stesso vigile, – e ha disposto la perizia autoptica, che sarà fondamentale per chiarire le esatte cause del decesso ed eventuali responsabilità da parte del dottore: l’incarico viene affidato stamani, mercoledì 14 luglio, alle 11, al medico legale Francesco Ventura.

Alle operazioni peritali parteciperà anche il medico legale Roberto Marruzzo come consulente di parte dei familiari della vittima messo a disposizione da Studio3A-Valore spa a cui la moglie di Conte, tramite il consulente legale Paolo Ferrando, si è affidata per essere assistita, con la collaborazione dell’avvocato del Foro di Savona Rocco Varaglioti.

Francesco Conte negli ultimi giorni lamentava, tra gli altri, un dolore intermittente al petto e la sera del 6 luglio ha chiamato la guardia medica, che alle 22.10 ha raggiunto la sua abitazione. Il paziente ha riferito al dottore, M. M. appunto, che la sera precedente aveva vomitato, che aveva tosse e dolori al torace, dicendosi preoccupato anche per la familiarità con le malattie cardiache: suo padre era deceduto ad appena 62 anni proprio a causa di un infarto.

Il sanitario tuttavia, verificato che i parametri al momento erano a norma, non ha ritenuto necessari altri approfondimenti e gli ha prescritto alcuni medicinali, dell’aerosol e gastroprotettori. A effettuare la segnalazione alla Procura sono stati direttamente i carabinieri dopo essere venuti a conoscenza per caso della circostanza durante delle pratiche burocratiche legate al decesso del vigile. Di qui l’apertura di un’inchiesta con tutti gli atti conseguenti e la decisione della famiglia di rivolgersi agli esperti di Studio3A per fare piena luce sui fatti e sulle responsabilità.

Il sostituto procuratore peraltro, oltre al sequestro di tutta la documentazione clinica che dovrà essere esaminata dal consulente tecnico per la redazione completa della sua perizia, con ogni probabilità procederà anche all’acquisizione di alcuni post sui social.