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Sanità, la Uil Liguria: “Serve un tavolo di concertazione sul Recovery Fund”

"La Liguria può avere una sanità possibile e sostenibile se si investe sul territorio"

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Genova. Per la Uil è “urgente investire su politiche sanitarie a misura di territorio. Questa è l’esigenza dei cittadini”. Si è svolta questa mattina nella sede regionale della Uil Liguria una conferenza stampa per illustrare nuove idee di confronto pubblico e istituzionale sul tema della sanità in Liguria.

Una sanità possibile e sostenibile, quella che desidera la Uil,  che sappia investire sul territorio nell’interesse generale dei cittadini, dei lavoratori, delle persone anziane e fragili. Erano presenti Mario Ghini, segretario generale Uil Liguria, Alfonso Pittaluga, segretario regionale Uil Liguria, Milena Speranza, segretaria generale Uil Fpl Liguria e Roberto Gambetti, segretario Uil Pensionati Genova che, negli ultimi mesi, hanno aperto un confronto con la Regione sulla gestione delle tematiche legate al Covid (contrasto alla pandemia e campagna vaccinale) e rispetto alla necessità di avere una medicina vicina al territorio con tutte le sue specialità.

In particolare, sul fronte della popolazione più anziana, la Uil ha chiesto alla Regione incontri specifici sui temi della non autosufficienza, della residenzialità extra ospedaliera e sull’assistenza domiciliare integrata per anziani e disabili che sono le persone che più pagano un prezzo salato in termini di salute e solitudine. Tutta materia che intendiamo rilanciare per una società più equa, per una accesso universale alla salute, tematiche anche presenti nelle indicazioni dei moduli 5 e 6 del Pnrr. Per la Uil occorre, quindi, un celere e assiduo confronto con le istituzioni.

La sanità rappresenta la spesa primaria nel bilancio regionale, per questa ragione – oltre al contrasto alla pandemia – occorre individuare nuovi filoni di sviluppo nell’interesse generale dei cittadini e dei lavoratori del comparto. La domanda relativa ai servizi di assistenza territoriale è collegata alla demografia, al contesto socioeconomico e agli stili di vita individuali. La Liguria si distingue  per essere la regione con la percentuale di residenti utrasessantacinquenni più alta d’Italia (29 per cento rispetto al 23 per cento a livello nazionale secondo Banca D’Italia), quindi le politiche sanitarie non potranno prescindere da questo dato che richiede capacità di accogliere la domanda con un’offerta su misura.

“Dopo il Covid abbiamo finalmente un’occasione straordinaria per organizzare la nostra sanità a misura di territorio grazie al PNRR – spiega Mario Ghini, segretario generale Uil Liguria – Manca una medicina territoriale, prossima, vicina agli anziani, alle famiglie comuni ma soprattutto con gravi problematiche. La popolazione ha fame di case della salute, di ospedali di comunità, ben ricordando che restano aperte le questioni macro inerenti alla realizzazione delle grandi strutture sanitarie: dal Felettino nello spezzino, all’ospedale di Taggia, e poi il nuovo Galliera e l’eterna  questione legata all’ospedale del Ponente genovese, oggi, forse, collocabile agli Erzelli. Il savonese, tra l’altro, attende una riorganizzazione su tre fronti: il recupero degli spazi dell’ospedale di Pietra Ligure, individuando le specialità da destinarvi, e le strutture di Albenga e Cairo che, probabilmente, ad oggi, resteranno pubbliche. La Uil vuole sapere con quale organizzazione la Regione intenda procedere e come intenda investire le risorse da destinare al territorio in ambito sanitario, magari aprendo un tavolo di confronto con i sindacati: noi siamo pronti alla concertazione”.

Secondo i dati elaborati da Banca D’Italia, alla fine del 2019, prima della pandemia, il personale sanitario  risultava pari a 173 addetti ogni 100 mila abitanti (28 medici, 73 infermieri, 32 operatori tecnici). Nel 2020 la dotazione degli organici è aumentata a 184 addetti ogni 100 mila abitanti anche attraverso le assunzioni con contratti di lavoro a termine e forme di lavoro flessibile. In base alla rilevazione svolta da Agenas (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali) su alcune prestazioni, la Liguria ha registrato  rispetto all’anno precedente, un calo dei ricoveri del 28 per cento nei settori oncologico e cardiocircolatorio e le prestazioni  specialistiche ambulatoriali si sono ridotte del 35 per cento nei primi 9 mesi dell’anno scorso. Nonostante il rafforzamento del personale, l’emergenza covid ha avuto ripercussioni negative su altre patologie e anche un forte rallentamento di tutta l’attività di prevenzione. Alfonso Pittaluga, Milena Speranza e Roberto Gambetti fanno notare quanto sia necessario abbattere – una volta per tutte – le liste di attesa che disorientano la popolazione, soprattutto quella anziana, e la costringono a rivolgersi altrove o al privato, con un danno alla sanità pubblica e ai cittadini. “Sarebbe necessario avere tempi certi per una partita ambulatoriale diffusa”, osservano i sindacalisti.

“Ci serve un confronto decisivo con il Governo – chiude Ghini – Chiediamo quindi al presidente Toti di farsi parte attiva con l’esecutivo per poter procedere con un momento concertativo che arrivi a soluzioni organizzative efficaci per la sanità ligure”.

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